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martedì 14 giugno 2011

X-Man-L’inizio


Titolo: X-Man-L’inizio
Regia: Mattew Vaughn
Anno: 2011
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Tratto dall'omonimo fumetto della Marvel, il film racconta della giovinezza di due amici che scoprono di avere poteri speciali, Charles Xavier e Erik Lensherr; del loro lavorare assieme, con altri mutanti, contro la più grande minaccia che il mondo abbia affrontato; del loro allontanarsi causa un dissidio che li vedrà diventare arcirivali con i nomi di Professor X e di Magneto. Il film è ambientato negli anni '60, all'alba dell'era spaziale, l'epoca di JFK. Un periodo storico all'insegna della Guerra Fredda, in cui l'intero pianeta era minacciato dalle crescenti tensioni fra Stati Uniti e Russia. L'era in cui il mondo scoprì l'esistenza dei mutanti.

Preciso non sono un amante degli X-MAN come non lo sono di Wolverine e meno che mai di Hugh Jackman.
Però bisogna dare a Cesare ciò che è di Cesare e questo capitolo sull’inizio non è affatto male.
Al di là degli effetti c.g che rasentano sempre più la perfezione, il dato interessante è dato invece dal soggetto(Singer) e dalla sceneggiatura che seppur alle volte e di una banalità sconcertante per buoni sentimenti e quant’altro riesce a vendersi bene.
Ci troviamo di fronte all’ennesimo block-buster che avrà un successo di massa e con un merchandising impressionante alle spalle e una buona promozione pubblicitaria prima dell’uscita.
Il produttore è sempre Singer ma la firma della regia è del talentuoso Vaughn che ha diretto l’anno prima il geniale KICK-ASS e aveva dato altri buoni risultati con THE PUSHER e una storiella che non diceva molto STARDUST.
Con X-MAN Vaughn ha la possibilità di avere un buon plot, un cast notevole e una troupe tecnica che riesce ad essere in sintonia con gli intenti del film.
Senza stare a dire quanto il film ingrana con la performance di Kevin Bacon è poca cosa dal momento che gli viene dato un personaggio così suo come quello di Sebastian Shaw assolutamente perfetto e crudele.
Rispetto ai precendenti Vaughn non disdegna di riprendere vecchi tasselli e incrociarli bene per avere un puzzle definitivo sull’universo dei mutanti, la pressante paura degli umani che arriveranno a decretare la minaccia da parte dui questa specie e un’amicizia che nasce e che si perde(Xavier e Magneto).
Usando bene le carte in possesso Vaughn è riuscito ad ambientare la storia negli anni ’60 regalando comunque uno stile interessante che riesce ad essere contemporaneo grazie alla fotografia e alle sofisticate tecnologie create da Hank McCoy in arte Bestia.
Il conflitto nucleare tra le grandi potenze, le responsabilità dei governi, la scissione tra i bianchi(americani?) e i neri(russi ma anche proprio Shaw) con i grigi che sono proprio i mutanti perennemente sul piatto come vittime o cernefici di una società che cerca di trarne beneficio fino a quando riesce ad esercitarne il controllo.
Ancora un buon risultato nell’universo Marvel in cui trala numerosissima filmografia finalmente ogni tanto fa capolino qualcosa di guardabile.