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lunedì 3 settembre 2018

Vampires


Titolo: Vampires
Regia: Vincent Lannoo
Anno: 2010
Paese: Belgio
Giudizio: 4/5

Le prime due troupe che hanno tentato di fare questo documentario sono scomparse, racconta il regista. Ma la terza ce la fa: entra nella casa dei Saint-Germain, la famiglia belga di vampiri che ha accettato di raccontarsi davanti alle telecamere, intervista i loro amici e i vicini, registra le crisi tra genitori e figli.

Vampires è quella chicca che non ti aspetti. Un'opera che non deve essere passata inosservata al mockumentary di Waititi WHAT WE DO IN THE SHADOW.
Sono davvero tanti gli elementi in comune. Il mockumentary di Lannoo purtroppo senza aver ancora trovato una distribuzione, è qualcosa di innovativo, un documentario che non perde mai la sua forza riuscendo in maniera straordinaria a dire ancora tante cose orioginali sui signori della notte, fondendo l'orrore quotidiano e le risate con un'atmosfera che diventa sempre più inquietante.
Tra le comunità mondiali, quella belga si distingue per la grande nobiltà dei suoi elementi, famiglie di un certo prestigio, come i Saint-Germain; George, il capofamiglia, Bertha, la devota moglie, e i due figli, Samson e Grace, quest'ultima in piena crisi adolescenziale, visto che si veste ostinatamente di rosa, con la speranza un giorno di ridiventare umana. Di questo allegro gruppo familiare fanno parte anche "la carne", una giovane prostituta che ogni giorno rifornisce di sangue gli abitanti della villa, e due inquilini per nulla amati, relegati per questo in cantina, Elisabeth e Bienvenu, appartenente ad una nobile casata di succhiasangue la prima, ex aiutante di Louis Pasteur il secondo, i quali sembrano vivere ancora più all'estremo se pensiamo a Elizabeth che vorrebbe avere figli ma li divora appena nascono o alla passione di Bienvenu per i bambini.
La vita di tutti viene sconvolta quando Georges commissiona ad un canale televisivo nazionale un documentario che dovrebbe aiutare il pubblico a comprendere meglio chi siano in realtà quelle creature così strane. Dopo due tentativi falliti (i giornalisti sono stati tutti sbranati), il terzo sembra funzionare. La telecamera della troupe tv entra nei meandri di questa società basata su regole ferree, impartite da un leader supremo che è un bambino di otto anni, vampirizzato secoli prima, e svela particolari sconosciuti ai più, assistendo a crisi di nervi o a confessioni incredibili quando un amico della famiglia sostiene di essere uno dei membri del gruppo The Doors.
Chi alla fine, tra vampiri e uomini, abbia davvero compreso qualcosa dell'altro è tutto da vedere.
I Saint German amano il sangue umano, non si fanno problemi ad uccidere i bambini o gli handicappati, sono promiscui, incestuosi, il figlio va spesso con la madre mentre la figlia che vuole diventare umana si porta il ragazzo nella bara e perlopiù ninfomani fino a che non vengono violate delle leggi che i vampiri devono rispettare e allora succede l'irreparabile.
Sotto questa superficie di apparente leggerezza, che permette di sdrammatizzare anche i momenti più sanguinolenti (la cena in una casa di vampiri non è esattamente un galà), si allude, infatti, anche a tematiche profonde e profondamente disturbanti senza negare una certa preferenza in campo culinario (sono stufi di mangiare i tipi di colore che tanto non verrà mai a cercare nessuno).
Un film che solo verso la fine quando il nucleo viene mandato in Canada dove addirittura vampiri e umani sembrano collaborare per via di una certa politica democratica e infatti alcune azioni sembrano susseguirsi dando l'idea di aver perso con la loro casa anche una parte d'anima dell'opera.