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martedì 25 settembre 2018

Sulla mia pelle


Titolo: Sulla mia pelle
Regia: Alessio Cremonini
Anno: 2018
Paese: Italia
Giudizio: 4/5

L'ultima settimana nella vita di Stefano Cucchi è un'odissea fra caserme dei carabinieri e ospedali, un incubo in cui un giovane uomo di 31 anni entra sulle sue gambe ed esce come uno straccio sporco abbandonato su un tavolo di marmo. Alessio Cremonini ha scelto di raccontare una delle vicende più discusse dell'Italia contemporanea come una discesa agli inferi cui lo stesso Cucchi ha partecipato con quieta rassegnazione, sapendo bene che alzare la voce e raccontare la verità, all'interno di istituzioni talvolta più concentrate sulla propria autodifesa che sulla tutela dei diritti dei cittadini, sarebbe stato inutile e forse anche pericoloso.

Sulla mia pelle è un film che andava fatto e che speriamo che possa aiutare dalla sua a velocizzare l'iter legale ancora in corso.
Il risultato è un film di denuncia. Il film di fatto narra senza prendere posizioni, con il suo taglio indie e la sua messa in scena solida e risoluta riuscendo dove altri film hanno finito per essere troppo esagerati e in fondo non così potenti e d'impegno civile come questo (DIAZ ad esempio).
Gli ultimi sette giorni con un flash forward iniziale descrivono senza mezzi termini e senza scontare nulla ma riportando a galla i verbali e le testimonianze e descrivendo quel microcosmo togliendo le botte ma facendo star male con una violenza psicologica e una claustrofobia carceraria davvero notevole e di forte impatto.
La disperazione, la rabbia, la debolezza, l'arroganza del protagonista (con un ottimo Borghi) riescono a trasmettere quell'ansia e quella perdita di valori nei confronti di un ragazzo che sapeva di sbagliare ma che non meritava di finire in un buco, una cosa da posare nell'angolo e dimenticare.
Nove anni sono passati dall'arresto e dalla successiva incredibile morte di Stefano Cucchi, nel 2009 deceduto all'ospedale Sandro Pertini dopo sette giorni di indicibili sofferenze fisiche. Nove anni in cui la giustizia non ha ancora trovato un vero colpevole, con una sentenza di primo grado, un processo d'appello, un intervento della Cassazione, un secondo appello e una nuova inchiesta ad aver delineato realtà discordanti.