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venerdì 8 febbraio 2019

Studio 54


Titolo: Studio 54
Regia: Matt Tyrnauer
Anno: 2019
Paese: Usa
Festival: Seeyousound
Giudizio: 4/5

Il documentario diretto dal regista Matt Tyrnauer racconta l'ascesa e la caduta del famoso club Studio 54, che, alla fine degli anni '70, divenne il locale più famoso della città, segnando una intera generazione. Esso poggia le basi sui ricordi di uno dei due fondatori, oramai anziano.

All’epicentro della New York disco seventies, simbolo di una generazione sempre più alla ricerca di qualcosa di nuovo e travolgente, nasce lo Studio 54, nella Midtown di Manhattan.
Un luogo simbolo, una di quelle realtà che chi è amante del ballo e della disco, avrà certamente sentito nominare almeno una volta.
La Mecca della musica, lo zenit dello sballo, dove tutto era lecito e possibile.
Un luogo divino, un rituale da svolgere più volte possibile, dove instaurare relazioni, lasciarsi andare, abbattere qualsiasi tipo di frontiera mortale e razziale.
Lo Studio 54 è stata semplicemente la più famosa discoteca al mondo, un modello di entertainment studiato nei minimi dettagli per creare un unicum che diventasse il punto di riferimento mondiale per la musica, per l'eleganza e per tutto ciò che è fashion. Studio 54 è diventato presto un'icona in grado di segnare un'intera generazione di target differenti dove quando si ballava semplicemente si abbandonava tutto per lasciare spazio al corpo e all'atmosfera.
Il documentario è folle e scatenato, lasciando lo spettatore in balia di volersi alzare e mettersi a ballare, con uno stile molto americano che racconta la nascita e le difficoltà dei due rampolli ebrei per la loro scalata al successo. Una storia, la loro, correlata di soddisfazioni, scandali, arresti, polemiche, novità sotto ogni punto di vista.
In poco più di un'ora e mezza viene raccontato quasi tutto dagli interni, le code all'esterno, la rigorosa selezione agli ingressi, le grandi star, la musica favolosa, la droga, con un finale in crescendo che accompagna lo spettatore fino al doloroso percorso giudiziario che ha portato poi alla chiusura per problemi fiscali e la morte per aids di uno dei due fondatori.


mercoledì 6 febbraio 2019

Bomb city


Titolo: Bomb city
Regia: Jameson Brooks
Anno: 2017
Paese: Usa
Festival: Seeyousound
Giudizio: 4/5

Nell'inverno del 1997 ad Amarillo in Texas, zona di mucche, petrolio, football e terre sconfinate, Brian Deneke è noto per i suoi capelli verdi, il collare per cani al collo e la sua passione per la musica punk, che suona insieme agli amici in un locale di bassa lega noto come Bomb City. Come molti punk della zona, si rifiuta di conformarsi alla cultura conservatrice che li circonda e spesso finisce con lo scontrarsi con i giovani come Cody Cates, giocatore di football maldestro e alla ricerca continua di guai. Dopo una partita di football, gli alterchi tra i punk e Cody e i suoi amici accendono una violenta notte di strada, destinata a divenire tristemente famosa.

Seeysound è stata una rassegna dove il cinema e la musica avevano davvero bisogno di comunicare qualcosa andando quasi sempre a braccetto. I risultati sono stati molto altalenanti, ma questo film, un esordio tra le altre cose, è un pugno allo stomaco di rara ed estrema lucidità, nel saper narrare un fatto di cronaca avvenuto ma raccontato come se fosse il figlio sporco di Walter Hill.
Il più bel film sul fenomeno del punk, sui suoi protagonisti, sugli ambienti, sul Texas e sulle mode e il messaggio sociale della società rivolto a questi strani "anticonformisti" in contrapposizione con i joks, fazioni diverse ma facenti parte entrambi della stessa provenienza sociale ovvero la middle class americana.
Un film molto intelligente che si discosta da molti coetanei prendendo subito una deriva legata alla critica di una società con un perverso sistema giudiziario-penale.
La tecnica tutta a telecamera a mano ricorda il primo Montiel, creando e aumentando quel senso di caoticità con dialoghi onnipresenti e una sound track di quelle che restano impresse.
Uno dei migliori film dell'anno, non un cult ma quasi, nel non prendersi mai alla leggera creando un forte dramma sociale interpretato in maniera ottima e diventando un film che per forza di cose ha fatto discutere e forse lo farà ancora.
Bomb city è un viaggio emotivo intenso e per alcuni versi straziante soprattutto nella crudele mezz'ora finale.