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lunedì 7 maggio 2018

Milano in the cage-The Movie


Titolo: Milano in the cage-The Movie
Regia: Fabio Bastianello
Anno: 2017
Paese: Italia
Giudizio: 1/5

Alberto Lato è stato pugile, esperto di arti marziali, guardia del corpo, buttafuori. A 36 anni ha una ex moglie, un figlio che può vedere solo in presenza di un assistente sociale e una vita nel sottobosco milanese che potrebbe condurlo verso l'illegalità senza possibilità di ritorno. L'unica speranza di riscatto può venirgli dalla MMA.

A volte andando a cercare in tutte le svariate tipologie di produzione soprattutto in Italia si incappa di fronte a tentativi di fare qualcosa che per certi versi possa ricordare il cinema o meglio un'idea di intrattenimento.
Milano in the Cage pur sfruttando tutta la tamarrria che poteva sfruttare non ci è riuscito portandomi in alcuni momenti davvero a chiedermi cosa stessi facendo e perchè.
Il perchè è semplice. Amando così tanto il cinema ogni tanto sento il bisogno di alternare stati di pura estasi ad altri di sadomasochismo noioso fine a se stesso che ancora non riesco a spiegarmi.
Ora parliamo del film. Speravo in cuor mio di vedere qualcosa di trash che assomigliasse almeno lontanamente a the WARRIOR trattando le MMA. Non solo non è stato così ma qui i combattimenti a parte apparire ridicoli sono centellinati.
Inaspettatamente perchè non credo fosse questo l'intento di Bastianello, il film riesce in una sola sfida ovvero quella di mostrare lo squallore che può esserci a Milano nei quartieri mica tanto bene o nell'humus che si crea invece proprio nei quartieri bene o nelle palestre e sui ring.
Per tutto il resto del film non facciamo che seguire questo Alberto Lato, un gigante tutto tatuato, che sembra uscito da un set di un film porno per quanto la recitazione non sia nemmeno amatoriale ma peggio. Il doppiaggio è impressionante ma può alle volte far ridere così come viene mostrata la sub cultura dei tossici e degli spacciatori.
Per il resto non c'è molto da dire.
I combattimenti anche quando ci sono sembrano delle versioni per bambini del wrestling, i servizi sociali vengono sempre dipinti come stronzi quando non è così, i rapporti sentimentali o meglio la storia tra Aldo e la ex moglie è qualcosa di vergognoso cioè si sono sfrozati a fare peggio di quanto la realtà già non abbia fatto.
Il regista sembra aver girato un altro film prima di questo di nome SECONDO TEMPO sul microcosmo del mondo degli ultrà. Cercherò di andarlo a reperire per vedere se almeno lì non c'è proprio il vuoto e il non sense che sono i punti forti di questo suo secondo film.
In più sarebbe interessante capire questa gente dove trovi i soldi o quali produzioni vogliano incoraggiare prodotti simili.
Chi lo sa se mi capiterà mai più di recensire nuovamente questo Bastianello e se il suo cinema, di matrice in parte anche reazionaria, avrà un seguito.
Alla fine comunque questo film mi ha per certi versi commosso. Vedere dove può spingersi il voler fare un film pur sapendo quali saranno i limiti e i difetti mi portano a provare una piccolissima stima nei confronti del regista.
In fondo poi il film non riuscendoci voleva dire una cosa anche piuttosto importante.
Distinguere tra la violenza controllata di chi esercita un'arte marziale da quella di cui si riempiono le cronache quotidiane, messa in atto da persone che perdono la testa e uccidono per un sorpasso. Nella scena del tamponamento questo è palese anche se girata malissimo.
In bocca al lupo!