Visualizzazione post con etichetta Free Fire. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Free Fire. Mostra tutti i post

domenica 27 novembre 2016

Free Fire


Titolo: Free Fire
Regia: Ben Weathley
Anno: 2016
Paese: Gran Bretagna
Festival: TFF 34°
Sezione: Festa Mobile
Giudizio: 4/5

Nove uomini e una donna s’incontrano in un magazzino in disuso per concludere un losco affare.

Weathley ritorna di nuovo in pole position. Uno dei registi migliori di questa ultima generazione dopo diversi film intensi e particolari (KILL LIST, DOWN TERRACE, FIELD IN ENGLAND, SIGHTEERS) e un'unica deviazione devastata dalle aspettative e dai critici sciacalli (HIGH-RISE al TFF 33°sempre nella sezione Festa Mobile) che l'outsider inglese ritorna in prima linea ai festival.
Con Free Fire si ritorna ai temi e agli strumenti tipici e prediletti del regista. Humor nero, dialoghi taglienti, molta violenza, scene grottesche, dinamismo senza controllo, ritmo ai massimi livelli, azione concitata, scene surreali e paradossali e infine delle caratterizzazioni forti visto che la sua ultima opera e prima di tutto un film di attori e di recitazione (fatta eccezione per due o tre del branco) per dei personaggi eccessivi e caricati, affascinanti e stilosi quanto grezzi, romantici, manipolatori, alcolizzati, narcisisti e tossici incalliti.
L'ultima opera del regista si potrebbe definire un thriller/action/commedia ad altissima tensione senza quasi storia ma colma di azione e alcuni ma intelligenti colpi di scena e sotto-storie che danno ancora più tensione e complessità al film.
Free Fire sembra prendersi meno sul serio ma non poi così tanto, contando che il dramma insito nel film e nelle conseguenze inattese nonchè gli effetti perversi di questa carneficina hanno un taglio profondamente drammatico che seppur giocato con un'ironia macabra e travolgente (le risate sono assicurate) rimane impregnato proprio dalla sofferenza dei suoi personaggi e il loro tentativo disperato di mettersi in salvo e capire cosa è andato storto.
Siamo negli anni '70. Tutti sono vestiti in modo alternativo con giacche così spesse da diventare quasi giubbotti antiproiettili, un cast assolutamente eterogeneo dove compaiono attori americani, inglesi, italiani, etc (un'altra scelta che da il suo valore aggiunto soprattutto in lingua originale per capire al meglio alcuni dialoghi e le battute e le incomprensioni proprio sugli accenti).
E poi senza dover ricorrere agli spoiler, l'incidente scatenante, la scintilla che nasce proprio dalla manovalanza e dalle conseguenze ai danni di una donna fanno tutto il resto...un casino che nel giro di qualche battuta assume proporzioni gigantesche in una faida che trova nei suoi innumerevoli pregi quello di avere un'unica location, un magazzino abbandonato che ricorda per alcuni aspetti l'esordio di Tarantino.
Free Fire infine conferma il talento di un autore a 360° che scrive, monta, dirige, costruisce, spaziando da un genere all'altro con un divertimento, una passione e una disinvoltura ammirevole.
Il fattore più interessante del film che nessun critico ha colto è che tutti strisciano dall'inizio alla fine.