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giovedì 13 novembre 2014

Vitriol

Titolo: Vitriol
Regia: Francesco Afro De Falco
Anno: 2012
Paese: Italia
Giudizio: 2/5

Lola Verdis è una ragazza di 25 anni laureanda in architettura presso l'università Federico II di Napoli. La sua tesi di laurea consiste nel documentare tramite una handycam le correlazioni che sussistono tra costruzioni e simbologia massonica nella Napoli del periodo borbonico. Il ritrovamento di un oggetto fuori dal comune la porterà ad una concatenazione di scoperte su un antico ordine esoterico la cui cultura è occultata da tempo, l'Ordine Osirideo Egizio.

Vitriol nonostante tutto, per essere un film indie italiano di genere, con un budget palesemente limitato, ha dalla sua alcune buone intuizioni che porteranno sicuramente De Falco, giovane napoletano famoso per videoclip, a far meglio convergere la sua idea di cinema.
Prima di tutto un merito è stato quello nonostante tutto, di averci creduto e di aver puntato su un soggetto assolutamente non facile, che ricalca una matrice culturale importante e da questo punto di vista la sua originalità trova alcuni buoni punti di forza.
Al di là dello stile tecnico che non mi è piaciuto, poichè troppo incline a quel modus operandi commerciale, solito del nostro cinema, e con quei passi falsi che trovano nel mockumentary, terreno fertile della cinematografia moderna spesso e volentieri una strada spianata ma che non è sinonimo di riuscita.
Vitriol è tratto da un vero progetto documentaristico non portato a compimento, L’ordine Osirideo egizio e i misteri si susseguono, tra antichi palazzi e strutture artistiche di una Napoli come non abbiamo mai visto, guidando i due protagonisti alla ricerca e alla scoperta della mappa per raggiungere la città nascosta, culla della civiltà umana:Arcadia.
Senza stare a dare un giudizio sul limite più forte del lungometraggio, gli attori davvero insopportabili che sembra stiano recitando per uno spot pubblicitario, Vitriol punta comunque su un soggetto forte e sentito, mischia massoneria e altri elementi e alla fine, comunque, resta quel barlume di speranza che porterà quasi sicuramente De Falco a fare molto meglio.