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lunedì 7 ottobre 2019

Marianne-Prima stagione

Titolo: Marianne-Prima stagione
Regia: Samuel Bodin
Anno: 2019
Paese: Francia
Stagione: 1
Episodi: 8
Giudizio: 4/5

Una famosa scrittrice horror torna nella sua città natale e scopre che lo spirito malvagio che la perseguita in sogno sta provocando il caos nel mondo reale

I francesi nell'horror hanno sempre fatto scintille.
Marianne è un compendio di così tanti elementi mischiati che ne sanciscono variazioni su generi ormai ampiamente abusati, una trama opprimente e allo stesso tempo per un mood claustrofobico infarcito di elementi.
Un'operazione commerciale con tanti obbiettivi tra cui sicuramente quello di spezzare una monotonia di scrittura e puntare tutto sull'azione e i jump scared (davvero..davvero troppi). Un prodotto dove il soprannaturale, il disagio reale, la città che richiama demoni e segreti con i suoi inquietanti sacrifici, i personaggi (pochi ma buoni) che cercano di divincolarsi da una caratterizzazione spesso accennata e confusa.
Marianne mischia spesso i piani temporali, regala tanto di quel sangue che si fatica a credere ma allo stesso tempo, pur essendo pensata per un pubblico giovane (vietata ai minori di 14 anni) non riesce mai a far paura e inquietare davvero a causa del suo ritmo troppo accelerato e di una protagonista sfacciata che non sembra mai avere paura di nulla (nonostante quello che le succeda ha dell'incredibile). Un canovaccio con troppi elementi, spesso sbilanciati, che non sembrano dare mai una calma per soffermarsi a pensare a cosa stia succedendo, una continua burrasca, come il mare e le onde che si infrangono sugli scogli di Elden.
Sembra la risposta europea, con i tocchi classici dell'horror americano, delle Terrificanti avventure di Sabrina-Season 1 con più sangue e il taglio ancor meno teen.
In fondo i parti mentali di una scrittrice che diventano reali si sono già viste. I richiami sono tanti come le citazioni all'interno della serie.
Streghe, possessioni, sedute spiritiche con cani indemoniati, demoni che escono dal grembo materno, personaggi che svaniscono nel nulla senza più tornare se non sotto forma di fantasmi, tremendi incubi d'infanzia, un manipolo di amici fedeli che diventano a loro insaputa vittime sacrificali e per finire forse una delle cose più belle, la cittadina di Elden, con i suoi grigi paesaggi marini.
Dal punto di vista tecnico il risultato è impeccabile. Marianne, per l'enorme quantità di dettagli e formule andrebbe visto tutto insieme senza lasciare grossi buchi per non perdersi in una trama che allo stesso tempo se si fosse presa più tempo, togliendo elementi e approfondendo ancora di più quanto chiamato in causa, poteva risultare ancora più accattivante. Il risultato finale è comunque buono, averne di serie di questo tipo, e messe in scena con coraggio e tante formule narrative.

martedì 2 luglio 2019

Annabelle 2


Titolo: Annabelle 2
Regia: David S.Sandberg
Anno: 2017
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Nella remota provincia americana dei primi del novecento è tutto un dolly rassicurante, giochi di bimbi e genitori premurosi che sprizzano felicità all’interno di una magione isolata tra i campi. Almeno fino a che un incidente di rara assurdità e violenza non stronca la quiete familiare davanti alla tomba dell’unica figlia. Dodici anni dopo un gruppo di ragazze dal più classico istituto religioso si trasferisce in quella casa, per richiesta di quei genitori. Inutile dire che la casa non è abitata solo dai viventi.

Annabelle 2 è il manuale esatto di come non andrebbe girato un horror. Un sequel che vorrebbe essere un prequel di un horror con co protagonista una bambola posseduta. Un film destinato anch'esso al cinema e ad un pubblico ebete che crede che la maledizione alla base sia pure tratta da una storia vera.
Ormai per far soldi e audience saremmo in grado di vendere nostra madre in cambio di un pugno di like.
Il problema grosso di questa porcheria e che per evidenti ragioni di marketing fa parte di un processo produttivo già di per sè macchinoso dal momento che ci troviamo di fronte alla saga spin off prequel della saga di Conjuring 2-Caso Enfield(2016), Conjuring-L'evocazione(2013). E'questo forse l'elemento che più di tutti fa paura.
Una macchina da soldi ben oliata, una matassa così complessa che come soluzione finale spinge su un prodotto davvero incasinato e dove soprattutto per tutta la durata del film non succede quasi nulla e i primi omicidi avvengono quasi nel secondo atto.
Un film soporifero tutto ambientato dentro questa mansione per ragazze, una suora e un personaggio che di per sè è il classico stereotipo dell'horror da cui risulterà facilmente intuibile tutto il dipanarsi della vicenda dal momento che sin dalle prime scene sembra averlo stampato in faccia e non fa nulla per cercare di dare spessore risultando il peggiore e pure il più telefonato.
Un film che si è reso complesso da solo diventando un'altra di quelle centinaia di prodotti per tutti i nuovi appassionati dell'horror che sembrano aver dimenticato in cosa consista la paura.
Ridateci Chucky, quello vecchio please!
Sandberg poi non è uno sprovveduto. Come Gunn e altri simili ha un taglio ironico nella sua politica d'autore che ha sapientemente usato nel bellissimo Shazam uno dei migliori film di super eroi di sempre e che ha ridato lustro alla casa Dc devastata da Snyder

mercoledì 20 dicembre 2017

Bambola assassina 7-Il culto di Chucky

Titolo: Bambola assassina 7-Il culto di Chucky
Regia: Don Mancini
Anno: 2017
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Rinchiusa in un manicomio criminale da quattro anni, Nica Pierce è erroneamente convinta di essere stata lei – e non la bambola stregata Chucky – ad avere assassinato tutta la sua famiglia. Quando il suo psichiatra introduce un nuovo “strumento” terapeutico per facilitare le sessioni di gruppo dei suoi pazienti (una bambola dal volto innocente e sorridente), una serie di inspiegabili morti iniziano a tormentare la struttura…

Di solito più si va avanti e più i sequel dei famosi franchise horror perdono credibilità, consistenza e sorprattutto rischiano di cadere inevitabilmente nel ridicolo smettendo di fare paura o perdendo anche la propria dignità (Nightmare, Saw, Shark, Tremors, Wrong Turn,Venerdì 13)
Il settimo capitolo di questa saga nata con l'idea di unire e sposare il tema delle maledizioni vodoo con la bambola assassina se dalla sua all'inizio godeva di tanti elementi che facevano gioco forza e diventato col tempo sempre meno graffiante soprattutto per quanto concerne l'umorismo nero di cui il film è sempre stato fedele, elemento avvenuto dopo il coming out dell'ideatore.
Finalmente vediamo di ritorno il sempre buon Mancini che arriva in questo capitolo "finale" a riunire insieme tutte le tre bambole (marito, moglie e figlio/a) per un quadretto familiare psicopatico in cui ognuno tra una storia e l'altra vuole uccidere uno dei membri.
Dialoghi non sempre travolgenti, alcuni buoni momenti esilaranti e una tensione palpabile fino agli immancabili momenti di stallo in cui il film non riesce sempre a decollare e a raggiungere quel ritmo fresco e pieno di momenti squisitamente divertenti e slasher a causa di una scrittura che abbraccia troppo gli stati ipnotici di Nica senza riuscire sempre a farci capire realmente cosa stia succedendo, o almeno non sempre in modo chiaro.

Per il resto alcuni omicidi rimangono sempre interessanti e girati con quell'atmosfera che ha fatto diventare Chucky un altro dei serial killer piùfamosi della storia del cinema.

sabato 23 settembre 2017

Bambola assassina 5-Figlio di Chucky

Titolo: Bambola assassina 5-Figlio di Chucky
Regia: Don Mancini
Anno: 2004
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Nel quinto film della serie horror, Chucky e Tiffany si ritrovano a dover allevare il loro figlio per poter creare una terribile famiglia di bambole assassine.

Credo di essere arrivato al sesto e da lì non sono sicuro di averne visti oltre o meglio che ne siano usciti altri. Diciamo pure che dei sei capitoli usciti non credo nemmeno di averli visti tutti e comunque non ricordo nulla della storia. L'idea originale e abbastanza suggestiva di Don Mancini,
regista, sceneggiatore e moltre altre cose, aveva sempre fatto slittare il regista americano solo come sceneggiatore senza averne mai visto le reali potenzialità che di fatto ha sempre avuto.
Il risultato è il capitolo migliore della saga oltre ad essere il secondo più costoso in termini di budget. In termini di sceneggiatura invece ci si diverte abbastanza e il risultato gioca su tantissimi elementi portati all'esagerazione, alla parodia, alle innumerevoli citazioni e di fatto al taglio grottesco dell'intera vicenda che essendo un horror non poteva essere da meno.

Glenda è il protagonista, il figlio che non sembra avere nessuna sessualità facendo impazzire i genitori che lo trattano a seconda delle loro preferenze. Il problema grosso, e qui bisogna capire le reali responsabilità tra produzione, regia e sceneggiatura è quella di capire cosa è andato storto facendo diventare a tutti gli effetti tutta la storia una pagliacciata ridicola che solo in alcune scene riesce a trovare una sua ragione d'esistere. In tutto questo ovviamente gioca il suo solito ruolo da sex bomb la Jennifer Tilly che cerca così di salvare, diventando lei per prima fuori dalle righe a tutti gli effetti, una delle cause principali della rovina del film.

sabato 16 novembre 2013

Bambola assassina 6-Curse of Chucky

Titolo: Bambola assassina 6-Curse of Chucky
Regia: Don Mancini
Anno: 2013
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

In seguito al suicidio della madre, Nica, sulla sedia a rotelle da quando è nata, è costretta a riunirsi per il funerale con la sorella Barb, il cognato Ian, la nipote Alice e la tata di questa. Quando però la gente che detesta comincia a morire misteriosamente, l’impavida Nica è inorridita dallo scoprire che il colpevole potrebbe essere Chucky, la strana bambola dai capelli rossi ricevuta qualche giorno prima per posta…

La saga della Bambola Assassina si è quasi sempre contraddistinta per l'alto tasse di violenza e la buona dose di splatter. Mancini è uno che più di altri ha saputo "specializzarsi" su questa variante del genere confermando un certo talento nei precedenti film in particolare con LA SPOSA DI CHUCKY, forse uno dei capitoli più brutali della serie.
Con la maledizione che porta il nome di questo titolo sembra essere tornato ad atmosfere più gotiche all'interno di una casa che potrebbe sembrare stregata e ad una buona dose di suspance.
Cambia poco la bambola che al suo quinto capitolo trova alcune varianti ma tutto si ricolloca sul piano della suspance spalmata però senza molta incisività, facendo emergere quasi una inconsistenza sia nel soggetto che negli intenti. Sembra quel film voluto per forza dalla produzione e dai fan della serie.
Rispetto ai due capitoli precedenti non c'è paragone e il risultato a tratti è davvero noioso, proprio quello che non dovrebbe mai accadere per film come questi.
Un sesto capitolo in cui perfino il bambolotto sembra più umano e per nulla inquietante.