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lunedì 30 dicembre 2019

Demon city Shinjuku


Titolo: Demon city Shinjuku
Regia: Yoshiaki Kawajiri
Anno: 1993
Paese: Giappone
Giudizio: 3/5

Tokyo, un futuro molto prossimo. Shinjuku, un tempo uno dei quartieri più vitali, è diventato una landa oscura e abbandonata, preda di creature demoniache scese sulla Terrra attraverso un varco aperto dieci anni prima ad opera di un folle sanguinario. Lo stesso che oggi ha rapito un illuminato presidente, e intende precipitare il mondo intero nelle tenebre con un nuovo rituale. Dieci anni fa, il padre di Kyoya aveva tentato di fermarlo. Ora tocca a Kyoya scoprire i suoi poteri latenti e terminare la battaglia iniziata da suo padre, prima che l'umanità venga distrutta per sempre.

Il sequel non proprio accreditato di WICKED CITY-LA CITTA' DELLE BESTIE INCANTATRICI, continua la lezione del maestro nipponico disegnando mondi ormai saturi di violenza e ambiguità, dove i soprusi e gli omicidi sono all'ordine del giorno e i demoni come i mostri convivono con la nostra specie senza dover per forza essere più crudeli.
L'incipit della storia è l'aggancio a farci capire quali saranno gli intenti e gli obbiettivi del protagonista.
Avendo ormai visionato e recensito quasi tutti i film di Kawajiri devo ammettere che ci troviamo di fronte ad un maestro straordinario che ha saputo dare enfasi ed essere un piccolo precursore di alcune derive dell'horror ma soprattutto della sci-fi. Se è vero che i capolavori del maestro rimangono altri, il film come per il predecessore, ha il medesimo stile di disegno, le atmosfere macabre e cupe, le scene d'azione girate molto bene e il continuo scontro del protagonista con tutta la galleria di demoni che lo porteranno al boss finale.
Anche se la trama è fin troppo lineare e scontata ciò che conta spesso in film come questo è
l'aspetto molto dark, cupo, da vero e proprio film horror, che lo mette su un piano diverso e più maturo rispetto alle pellicole d'animazione di quel periodo, prendendosi rischi enormi ma allo stesso tempo dimostrando un enorme coraggio.