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sabato 9 dicembre 2017

Crescent

Titolo: Crescent
Regia: Seth A.Smith
Anno: 2017
Paese: Canada
Festival: 35°Torino Film Festival
Giudizio: 3/5

Una casa grigia si erge isolata su una costa. Una donna sola e devastata dal dolore vi si è rifugiata con il suo bambino di due anni. Dipinge, cura il bambino, passeggia in riva al mare. Di notte, dall'acqua emergono figure minacciose che la chiamano. Incubi o fantasmi concreti di un passato non sepolto. Sospeso tra surrealismo lynchiano e orrore psicologico, un racconto tormentoso sulla fatica di vivere.

Quando sento che figure minacciose emergono dall'acqua penso all'orrore cosmico, ai fomori, Oannes oppure al bellissimo film di qualche anno fa al Tff e sempre nella sezione After Hours EVOLUTION.
Crescent è un film d'atmosfera e di colori che si mischiano l'uno con l'altro per creare quelle contaminazioni che la protagonista cerca di portare avanti, in particolare la tecnica della marmorizzazione, tecnica di arte vista che ben si presta per sottolineare gli stati di sospensione spiritica dei protagonisti.
Una pausa. Un momento di riflessione per se stessi e per starsene in pace e tranquillità con il piccolo nascituro a poche ore dal funerale del marito/padre.
Ci sono luoghi però che richiamano il passato e soprattutto i fantasmi che esso provoca e in tutto ciò l'acqua, un certo tipo energia rilasciata dall'oceano, può ridare enfasi e vita a chi non c'è l'ha.
In tutto questo Beth cerca di dare una spiegazione ad alcuni strani e anomali eventi soprattutto di notte che la portano a diventare paranoica, sonnambula e mettere da parte il piccolo Lowen in quella che a tutti gli effetti risulta come un "limbo" che rischia di imprigionare le anime perse in attesa di raggiungere un luogo definitivo.
Proprio quando ci avvicinamo all'orrore che è però più legato all'inquietudine di aver paura che il bambino possa farsi del male da solo rispetto a Beth e alla ricostruzione di un passato/presente che si miscelano. Una contaminazione che proprio come i colori, trova in questa tecnica pittorica suggestiva che richiama tanto la video arte con alcuni eccessi di cura estetica davvero impressionanti oppure di questi strani ospiti tra cui una sorta di guardiano con una ghigna e una trasformazione finale funzionale e che richiama le creature degli abissi per non parlare dell'uomo pitturato o dell'uomo paguro.
Un film disturbante, minimale, che ripeto fa dei suoni e dell'atmosfera il suo punto di forza, rimanendo derivativo quando cerca di spiegare troppo o di svelare tutti coloro che emergono dall'acqua per una sorta di sacrificio finale.