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domenica 18 settembre 2016

Conjuring 2-Caso Enfield

Titolo: Conjuring 2-Caso Enfield
Regia: James Wan
Anno: 2016
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

1977. Durante una seduta spiritica la medium Lorraine Warren prova a entrare in contatto con l'autore della carneficina di Amityville per conoscere le ragioni del suo gesto, ma sul suo percorso soprannaturale imbatte in un demone che assume le sembianze di una suora. Intanto a Enfield, in Gran Bretagna, la famiglia Hodgson, in gravi ristrettezze economiche, vive in una casa in cui si susseguono eventi inspiegabili. La piccola Janet è la più sensibile verso queste presenze, che sembrano rivendicare la proprietà della casa minacciando gli attuali inquilini.

C'è un gran parlare su questo James Wan, quasi fosse un nuovo guru dell'horror, che di fatto in tempi recenti non esiste ancora, ma di certo riesce facilmente a fare qualche passo in più rispetto ad alcuni mestieranti e operai di Hollywood che sfornano di recente titoli noiosi quanto anonimi.
Il caso Enfield, nella sua eccessiva durata, commettendo un insolito errore di sceneggiatura ( e tutto nel finale quindi per ragioni non starò a spoilerare) come per il primo riesce nell'arduo compito di non annoiare. Ho poi un problema grosso con Patrick Wilson, lo trovo insopportabile...anche se in questo film stranamente tira fuori le palle e dimostra quel sano coraggio in più che non è abitudinario. Poi i medium sono stati abusati alla grande. In questo caso è il solito scontro tra paranormale e scienza, tra medium e psicologi. Forse non vincerà mai nessuno dei due anche se ovviamente sono sempre dalla parte dei secondi e perchè in fondo le possessioni non sono quasi mai esistite.
Invece i punti forti della regia e del film di Wan, che ritorna sui suoi passi, sono sicuramente la costruzione della suspance, il coordinare e mettere a fuoco con una regia solida e una tecnica raffinata, tutto ciò che serve per farti fare quei salti o almeno evitare di farti sbadigliare.
In più l'effetto a sorpresa che spesso risulta funzionale, perchè introduce ancora di più lo spettatore nel cuore della narrazione e negli intenti dei personaggi, è quello di mostrare "a tutti" i presenti il pericolo e la singolarità della situazione a differenza di altri film.
Sulla carta è un horror commerciale come tanti, ma osservandolo più da vicino riesce a portare a casa qualcosa di non così scontato, anche se di fatto non è mai originale, ma ad esempio la scena nella stanza con il quadro della suora per il sottoscritto è la scena più d'effetto di tutto il film.