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giovedì 7 giugno 2018

Fire and Ice


Titolo: Fire and Ice
Regia: Ralph Bakshi
Anno: 1983
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Durante l'era glaciale, lotta selvaggia fra due tribù del Nord. Una principessa sta per essere violentata e uccisa, ma un gigantesco guerriero la salva

Fire and Ice è un film d'animazione indipendente e decisamente importante. Il suo peso è rilevante per più motivi. Il primo è che in quegli anni stava esplodendo letteralmente il fantasy di cui questo film ne è una costola importante per l'universo che crea, per il dualismo tra bene e male, fuoco e ghiaccio, perchè di lì a poco il fantasy sarebbe sdoganato dai mass media diventando molto più commerciale e industriale rispetto a queste opere incredibili.
Il perchè si riconduce subito alle tecniche utilizzate di cui il suo regista Bakshi è stato cantore e martire ineguagliato, e che con l’acidissimo SIGNORE DEGLI ANELLI e il meraviglioso AMERICAN POP ha tracciato una linea di stato dell’arte della faccenda con la quale però ha anche minato la sua carriera a causa dei costi esorbitanti non corrisposti da incassi altrettanto alti.
Una di quelle residue figure d’arte, autoriali e visionarie in un cinema d’animazione che stava semplicemente morendo sotto il botteghino Disney, schiavo del peggior buonismo.
Sensa contare poi la tecnica proprio del rotoscopio che consiste nel ridisegnare un cartone animato fotogramma per fotogramma sopra ad un girato con attori e ambientazione veri; una tecnica dispendiosa perché raddoppia le manodopera e i passaggi ma che permette momenti e soluzioni superbi per l’animazione, per quanto a volte strani.
Inoltre non bisogna dimenticare l'apporto di Franzetta che assieme a Bakshi ha rivoluzionato anche lo stile di come inserire la fotografia all'interno di questa incredibile tecnica cinematografica.

mercoledì 9 maggio 2018

Nova Seed


Titolo: Nova Seed
Regia: Nick DiLiberto
Anno: 2016
Paese: Canada
Giudizio: 4/5

Il mondo è minacciato dal diabolico dottor Mindskull e le forze di potere pianificano di fargli affrontare un feroce campione. Strappato da una sanguinosa arena di combattimento, l’uomo-leone Nac viene ammanettato e messo al servizio di chi governa. Dopo essere stato condotto in un deserto, Nac fugge ai suoi rapitori con il premio che tutti vorrebbero nelle loro mani. Nel frattempo, uno spietato cacciatore di taglie si mette sulle tracce di Nac, senza dargli tregua.

Nova Seed è un indie d'animazione alternativo e particolare.
Un film low-budget che ho avuto la possibilità di visionare grazie al sito Film per Evolvere (dateci un'occhiata è il vero paradiso dei nerd del cinema).
Il film ha qualcosa che non vedevo da tempo.
Una chimica nello sperimentare formule, personaggi grazie anche ad un montaggio fantastico e delle musiche indimenticabili. Tante le ispirazioni da Laloux a Jo Beom-jin, Luc Besson con il Quinto Elemento in particolare tantissimi altri film non si contano davvero in tutto il film.
In Nova Seed convivono e convergono un sacco di mondi e pianeti incastrandosi perfettamente e allineandosi mostrando così una galleria di personaggi e creature ammirevole.
L'animazione non è in c.g e non è delle più recenti ma ancora una volta risponde alla domanda che quando la storia è buona puoi mettere anche un'animazione posticcia e antiquata come avevano fatto all'inizio quei geni di South Park che tanto non andrai a rovinare nulla e la macchina continuerà a funzionare.


Mazinga Z-Infinity


Titolo: Mazinga Z-Infinity
Regia: Junji Shimizu
Anno: 2017
Paese: Giappone
Giudizio: 3/5

C'è pace in Terra nel mondo di Mazinga Z e del Grande Mazinga dopo le battaglie del passato, ma la meravigliosa ricostruzione realizzata grazie all'energia fotonica è minacciata dal ritorno del Dottor Inferno e dei suoi alleati: l'ermafrodita Barone Ashura e il conte Blocken con la testa separata dal corpo. La loro è una misteriosa resurrezione, che coincide con il ritrovamento nelle profondità del monte Fuji di un'enorme "divinità demoniaca" simile a Mazinga e pertanto denominato Mazinga Infinity, che sarebbe proveniente dall'antica Micene ma che in modo apparentemente inspiegabile è appunto sotterrato in Giappone.

Il bello dei live action giapponesi è che riescono spesso e volentieri in 90' a raccontarti una storia, un mondo e una nutrita galleria di personaggi.
Spesso poi anche se lo spettatore non ha un retaggio o non è avvezzo alla storia riesce in un qualche modo a capire tutto lo svolgimento e non avere grossi problemi.
Shimizu senza Go Nagai si prodiga nel cercare di inserire tutti i personaggi storici e di fare moltissimo fan service ovviamente a detrimento del film che si presenta come l’opposto logico del Mazinga classico con cui tante generazioni, ormai di una certa età, sono cresciute.
Dal punto di vista tecnico è di certo un ottimo lavoro anche se le maestranze o gli intenti sono cambiati durante la lavorazione basti vedere l'alternanza tra animazione 2D e 3D (solo nella seconda parte tutti i robot sono in computer grafica, prima no) e non aggiunge niente alla mitologia dell’universo di Mazinga, inserendosi solo un’avventura autoconclusiva che va ad omaggiare il famoso robot.
Sembra infine quell'opera nostalgica e commemorativa per chi è cresciuto nell'era dei "robottoni" giapponesi in Tv, a cui non sono mai stato particolarmente legato. Sebbene ci sia lo sforzo di aggiornarne il mito all'era degli hacker, delle intelligenze artificiali e della fisica quantistica, si tratta comunque di un pretesto per rimettere in scena lo scontro tra il protagonista e i suoi vecchi nemici, che rimane comunque senza età nel suo rifiuto di ogni deriva totalitaria.

martedì 20 marzo 2018

Lupin III-Uno schizzo di sangue per Goemon Ishikawa


Titolo: Lupin III-Uno schizzo di sangue per Goemon Ishikawa
Regia: Takeshi Koike
Anno: 2017
Paese: Giappone
Giudizio: 3/5

Goemon lavora come guardia del corpo per un boss della malavita giapponese. Il boss viene attaccato e ucciso mentre si trova su una nave casinò da un uomo, Hawk, denominato lo spettro delle Bermuda, un essere mostruoso e invincibile, senza che Goemon potesse evitarlo o ostacolarlo. In realtà l’obiettivo di Hawk era Lupin, che si trovava sulla stessa nave per appropriarsi, assieme a Fujiko e Jigen, di tutto il denaro del caveau.

Questo Oav punta tutto su Goemon, samurai schivo, riservato e inossidabile, un uomo legato alle tradizioni giapponesi, con un grande senso dell’onore, maestro di karate e abilissimo nel maneggiare la sua katana che seppur fedele come tradizione vuole verso il suo padrone non riesce a salvarlo dalle mani dello spettro delle Bermuda.
Tutta l'opera parte con una marcia velocissima regalando ritmo e azione in grosse quantità e scegliendo uno stile grafico e una tecnica funzionale con luci e colori che mettono ancora più in risalto i combattimenti e gli spargmenti di sangue in alcune scene che sono al limite dello splatter.
Ancora una volta la vendetta, l'onore, il sacrificio, sono i temi che il compagno storico di Lupin deve accettare e con cui confrontarsi in questo scontro terribile con quello che forse è il nemico più potente con cui la squadra si sia mai scontrata.
Uno spin-off su un personaggio sempre affasciante in questo caso posto di fronte ad un limite reale e a un processo di redenzione che esula dalle solite regole degli Oav sul ladro più famoso del mondo allargando il contesto e prediligendo una storia poetica e a tratti commovente.



mercoledì 7 marzo 2018

Girl without hands


Titolo: Girl without hands
Regia: Sebastian Laundebach
Anno: 2016
Paese: Francia
Giudizio: 4/5

In un villaggio alla stregua dopo un periodo durissimo, un mugnaio prende la drastica decisione di vendere la propria figlia al diavolo. Protetta dalla sua purezza, la ragazza riesce a scappare ma viene privata delle mani. Stanca e ormai senza speranza, la giovane è però determinata a tornare a piedi dalla sua famiglia. Lungo il cammino incontrerà la dea delle acque, un giardiniere dolce e un meraviglioso principe nel suo castello. Un lungo viaggio verso la luce...

Ci vuole coraggio a trattare la fiaba soprattutto quella originale e adulta dei fratelli Grimm.
La loro è una vera antologia in cui i due fratelli hanno contribuito a gettare la struttura, forma, originalità, e tanto altro ancora su tutto ciò che raccontava tra verità e fantasia la vita che popolava la campagna tedesca.
La fiaba narrata come quasi tutte del resto è piuttosto drammatica con alcuni spunti che rientrano in un'atmosfera cupa e con evidenti richiami all'horror.
Laundebach sceglie una tecnica poco utilizzata nel cinema d'animazione e anti commerciale, preferendo la vecchia scuola a dispetto di tecniche in c.g o di qualsiasi altra forma, con un tratto essenziale del disegno con tavole disegnate ad acquarello e tratteggiate in maniera essenziale avvicinandosi molto per tecnica e anima, con la bellezza del minimale che predomina, ai pittori impressionisti.
L'intento è quello di narrare anche grazie ai colori e ad una narrazione sofisticata e semplice al tempo stesso in grado di aderire perfettamente ad una messa in scena onirica e con una colonna sonora straordinaria e toccante curata da Olivier Mellano.
Una storia di sopravvivenza in cui una donna fa di tutto per ottenere ciò che vuole e difendere i suoi cari in un viaggio dell'eroe che non mancherà di mostrare alcuni protagonisti essenziali delle favole dei Grimm dal Diavolo (straordinario nelle sue diverse forme soprattutto in quella fanciullesca e nel maiale dagli occhi rossi) la Dama del Lago e tanto altro ancora.
Pura magia che consacra tecniche in disuso della settima arte.


Pet Shop of Horrors


Titolo: Pet Shop of Horrors
Regia: Toshio Irata
Anno: 2002
Paese: Giappone
Stagione: 1
Episodi: 4
Giudizio: 3/5

Benvenuti... nel negozio di animali del Conte D. Qui sono raccolti oggetti rari e preziosi, che vanno oltre a ciò che gli uomini possono credere o immaginare... Daughter I genitori degli esseri umani sono davvero capaci di un amore profondo nei confronti dei figli! Delicious Mi chiedo... dove risieda, nel pianto di una donna, la linea di confine che separa le lacrime autentiche da quelle mendaci.

Tratto da un manga di successo, "Pet Shop of Horrors" è un anime horror molto raffinato che punta più sull'atmosfera e l'esoterismo che su espliciti contenuti splatter.
Purtroppo da noi sono arrivate edizioni mozzate come queste che propongono il quarto episodio della prima stagione senza un finale come a castrare di fatto la conclusione di quella che scopro essere solo la prima serie arrivata distribuita da noi.
La storia racconta di un peculiare negozio nella Chinatown di Los Angeles, dove il Conte D (una specie di androgino) vende animali di ogni tipo ai suoi clienti e che si scontrerà immancabilmente con il poliziotto di turno che vede misteri e complotti ovunque. In realtà non è proprio uno scontro dal momento che entrambi in diversi casi lavoreranno assieme per cercare di frenare le azioni dell'animale liberato. Finché il Conte D. si limita a vendere animali, non ci sarebbe alcun problema, ma vende anche altre creature con fattezze umane che fanno tutto, fuorché del bene al proprietario. Il compratore, una volta acquistato l'animale, deve soddisfare le tre clausole previste dal contratto che, in alcuni casi, cambiano, ma obiettivamente sono sempre le stesse: dare da mangiare all'animale solo il cibo consigliato, non mostrarlo ad altre persone, non lasciarlo solo per troppo tempo, ergo non trascurarlo. Se, per un motivo o per un altro, il compratore non dovesse rispettare queste clausole, il negozio non si assumerebbe alcuna responsabilità e ciò che lo attende sarebbe un triste destino (l'analogia con i GREMLINS è inevitabile).
Una morale dietro ogni vicenda che di fatto sigla e pone alcuni istinti primordiali dell'uomo e non solo, quasi come una sorta di Decalogo dei Dieci comandamenti solo che qui sono 4 come gli episodi autoconclusivi.


giovedì 14 dicembre 2017

Rick & Morty

Titolo: Rick & Morty
Regia: Justin Roiland e Dan Harmon
Anno: 2013
Paese: Usa
Serie: 1
Episodi: 11
Giudizio: 4/5

Rick è uno scienziato che si è trasferito dalla famiglia di sua figlia Beth, una veterinaria e cardiochirurga per equini. Passa la maggior parte del suo tempo inventando vari gadget high-tech e portando con sé il giovane nipote Morty (e successivamente la nipote Summer) in pericolose e fantastiche avventure attraverso il loro e altri universi paralleli. Questi eventi, aggiunti alla già strana famiglia di Morty, gli causano parecchi disagi sia a scuola che nella vita privata.

Sono sorpreso e stupefatto di aver fatto la conoscenza dell'unica serie animata che si è imposta per il suo concentrato di sballo, trip mentali, fantascienza, weird, stranezze, humor nero e fondamentalmente un gigantesco potenziale sovversivo iper moderno e originale all'ennesima potenza.
Genialità pura. Da applausi. Tra l'altro la prima stagione ha avuto
un indice di gradimento del 100% sul sito Rotten Tomatoes
La prima stagione di Rick & Morty è oro colato per tutte le sue stravaganti trovate e soluzioni visive e narrative. Dai semi dellla discordia, ai cani più intelligenti degli umani, agli shyam-alieni, ai miguardi, ai Rick-tipo, tutte etichette che lette così non dicono nulla ma quando guarderete capirete che ogni episodio presenta uno scenario che viene esagerato e sfruttato all’inverosimile, senza arrivare a rovinarne le premesse con elementi fantascientifici e drammatici che non intaccano lo spirito comico che caratterizza la serie con un focus maggiore sulla natura perversa e inquietante del suo protagonista.
Il tutto creando un mix fra parodia accurata e colta, divertimento e ingegno fantascientifico (attenzione alla coda dopo i titoli di fine episodio)
Rick and Morty riesce inoltre a viaggiare su vari livelli di comicità e drammaticità soddisfando diversi target pur avendo un linguaggio molto volgare come per i cugini di SPOUTHPARK riuscendo ad essere sia estremo che intelligente, la trama riesce ad essere piuttosto complessa procedendo per rigorosi passaggi logici e per finire ogni personaggio (compresi gli altri membri della famiglia) è ben strutturato e con un’evoluzione.



domenica 15 ottobre 2017

Starship Troopers: Attacco su Marte

Titolo: Starship Troopers: Attacco su Marte
Regia: Shinji Aramaki
Anno: 2017
Paese: Giappone
Giudizio: 2/5

Dopo gli eventi di Invasion, Johnny Rico è stato degradato a colonnello e trasferito in un satellite marziano per addestrare un nuovo gruppo di soldati. Tuttavia, questi trooper sono i peggiori che Rico abbia mai addestrato, non mostrando alcuno spirito bellico dato che Marte non è ancora stato coinvolto nella guerra contro gli insetti e anzi spinge per la pacificazione. A causa del loro atteggiamento rilassato, gli abitanti di Marte vengono quindi colti di sorpresa dall'attacco degli insetti. Intanto, in gran segreto, Sky Marshall Amy Snapp manda avanti i suoi piani per prendere il potere

L'animazione giapponese viaggia e non si ferma. Spesso poi videogiochi o fumetti riescono ad avere più libero accesso nei contesti irreali dove animatori appassionati possono dar luce al massimo degli effetti speciali spendendo meno che per un lungometraggio.
Come RESIDENT EVIL, JUSTICE LEAGUE, ONE PIECE, etc. i risultati non sono pochi nel corso dei questi ultimi anni, come a dire che le produzioni sono sempre in moto per cercare di captare tutte le nuove mode mediatiche che più fanno presa sui giovani e sugli adulti e scommettere su di esse.
STARSHIP TROOPERS è stato senza dubbio un classico. I motivi sono i più disparati. Per prima cosa Verhoeven. Come secondo elemento direi la fantasia, il genio e la creatività sempre di Verhoeven. Infine l'aver dato vita ad un piccolo cult di sci-fi, con abbondanti dosi horror e splatter, combattimenti a non finire, mostri cattivi e protagonisti idioti che non vedi l'ora di veder ammazzati.
Questo sequel d'animazione dopo INVASION manco a farlo apposta dimentica del tutto l'ironia grottesca del film del 1997 per buttarsi in cielo e dar vita ad un film che si prende molto sul serio con un'atmosfera apocalittica e mostri ancora più incazzati. Anche i protagonisti sono gli stessi doppiati addirittura dagli stessi personaggi dell'originale.

Il risultato è un film potente che deflagra nel finale con un attacco inaspettato da parte della popolazione che non sembra convinta del pericolo e un Rico devastato nel corpo e nell'anima dalla lotta con questi esseri. La sua diventa una vera e propria missione nel dare la caccia a questi insetti per tutta la vita e non è detto che non ne vedremo di altri sequel.

domenica 3 settembre 2017

Mia vita da zucchina

Titolo: Mia vita da zucchina
Regia: Claude Barras
Anno: 2016
Paese: Svizzera
Giudizio: 4/5

Zucchino non è un ortaggio ma un bambino (il cui vero nome era Icaro) che pensa di essersi ritrovato solo al mondo quando muore sua madre. Non sa che incontrerà dei nuovi amici nell'istituto per bambini abbandonati in cui viene accolto da Simon, Ahmed, Jujube, Alice e Béatrice. Hanno tutti delle storie di sofferenza alle spalle e possono essere sia scostanti che teneri. C'è poi Camille che in lui suscita un'attenzione diversa. Se si hanno dieci anni, degli amici e si scopre l'amore forse la vita può presentarsi in modo diverso rispetto alle attese.

A volte il cinema d'animazione ci insegna che i generi al suo interno sono sempre infiniti e veriegati e che possono abbracciare tutti i target d'età senza lesinare sulle storie drammatiche o i tortuosi viaggi di formazione.
In questo caso l'opera dello svizzero Barras è un dramma malinconico che sembra omaggiare per certi versi una certa filosofia Burtoniana e dall'altra restituire dei duri colpi come macigni su temi sociali, il viaggio di formazione e l'adolescenza come vaso di Pandora per tutti i guai e le scoperte che si verificano in quella fascia d'età.
Il film inizia con un bambino che per sbaglio uccide sua madre.
La recensione potrebbe finire qui ma il film è così scaltro e Barras ha così tanto talento da vendere che riesce a dipanare una storia con delle abili e funzionali location a partire dalla casa ma soprattutto l'istituto con una visione d'intenti davvero sorprendente per come riesce a giocare sui sentimenti e farti commuovere in diverse scene senza esagerare con il melodramma ma lasciandolo teso come una fune.
Sciamma al suo top nella scrittura, si intrufola in un viaggio dell'orrore trovando con spirito d'osservazione e una dovuta sensibilità nel genere il mix giusto tra commozione e speranza che ci ricorda quanto sia intensa la sofferenza di un bambino con un nucleo familiare devastato e devastante e la rete sociale e l'amicizia tra chi condivide la stessa sofferenza all'interno dell'istituto.

La mia vita da zucchina conferma l'artigianato in tutta la sua forma. Tutto viene ridimensionato in questa opera, tutto viene creato ad hoc e l'arte con cui viene sviluppata questa storia e la voglia di crederci fa sì che ci troviamo di nuovo di fronte ad un lavoro che si allontana dal marasma generale delle grandi major che producono "cartoni animati" in serie, con il solo scopo di incassare, svilendo il potere del sogno e dell'impossibile nascosto dietro piccoli capolavori come questo.

sabato 2 settembre 2017

Resident Evil -Vendetta

Titolo: Resident Evil -Vendetta
Regia: Takanori Tsujimoto
Anno: 2017
Paese: Giappone
Giudizio: 2/5

Chris Redfield, agente dell’anti-bioterrorismo, chiede aiuto alla professoressa ed ex-collega Rebecca Chambers e all’agente governativo Leon S. Kennedy per trovare Glenn Arias, trafficante d’armi biorganiche che intende scatenare un nuovo letale virus su New York. Arias vuole vendicarsi del governo per aver attaccato la sua abitazione nel giorno delle sue nozze uccidendo sua moglie e tutti i suoi cari.

Pur non avendo mai gradito la saga infinita di film dalla coppia Anderson-Jovovich, ho sempre preferito e trovato più stilosi, liberi e d'atmosfera i film in computer grafica fin'ora usciti.
Dei tre questo "Vendetta" uscito quest'anno, ha sicuramente alcuni elementi interessanti pur non riuscendo come molti sostengono ad essere il migliore della saga.
Il titolo diretto da Takanori Tsujimoto non è certo un capolavoro, sia chiaro, ma resta lo stesso un lungometraggio d'azione e d'avventura piacevole da guardare per i fan della serie grazie alle ambientazioni vicine e a quella della saga videoludica, alla "grafica" e alla spettacolarità di molte sequenze, tutti elementi che a nostro parere lo rendono superiore a qualsiasi pellicola girata dal vivo. DEGENERATION e DAMNATION sono stati due prodotti qualitativamente incostanti, ma hanno soddisfatto la fascia di pubblico che segue la serie in ogni sua ramificazione, anche al di fuori del mercato dei videogiochi. Azione, sparatorie, inseguimenti, jumpscare. Tutto sembra confezionato al meglio in questo prodotto ludico con un ritmo forsennato e il ritorno di tanti personaggi principali e secondari della storia.

In questo ultimo capitolo l'horror vacilla e poi evapora per lasciare spazio ad una serie di elementi più simili alla saga cinematografica che ha definitivamente distrutto quanto di interessante i virus e la Umbrella corporation avevano partorito.

lunedì 1 maggio 2017

Seoul Station

Titolo: Seoul Station
Regia: Yeon Sang-Ho
Anno: 2016
Paese: Corea del Sud
Giudizio: 3/5

Stazione centrale di Seul, dopo il tramonto: vediamo un anziano senzatetto, uno dei tanti, divorarne un altro. Presto le strade lì attorno si riempiono di folli come lui. Hye-sun, una ragazza scappata di casa, rompe col fidanzato che la obbligava a prostituirsi. Abbandonato lo scalcagnato motel dove abitavano nei pressi della stazione rimane coinvolta come testimone negli attacchi nei confronti di altre persone. Gli assaliti divengono a loro volta assalitori, così che il loro numero aumenta esponenzialmente. Il governo isola tutta l'area. La gente scappa, ma non c'è nessun posto dove trovare rifugio...

Seoul Station è il prequel di Train to Busan ambientato nel centro di Seoul la sera prima degli eventi. Di entrambi, il regista è Sang-ho Yeon, autore principalmente di film d’animazione tra cui KINGS OF PIGS brutale dramma a tema politico che mostrava una società infantile violenta strutturata per classi sociali e sopravvivenza del più forte.
A differenza del successivo lungometraggio qui la vicenda si concentra su due storie principali e se vogliamo due prospettive diverse dove analizzare la vicenda.
La trama si svolge su due piani, uno “privato” e uno “politico”: il piano “privato” riguarda una ragazza che deve incontrare, nella Seoul invasa dagli zombie, il fidanzato con cui ha litigato e il padre che non vede da anni; quello “politico” riguarda la maniera in cui gli infetti cominciano a diffondersi e la maniera con la quale polizia ed esercito intendono risolvere il problema
Per tutta la durata del lungo l'azione riesce ad essere in prima linea senza fare in modo che la storia e alcuni dialoghi diventino troppo macchinosi come nella parte privata di Hye-sun.
Le creature che ricordano e omaggiano gli zombie della tradizione romeriana ma anche quella post contemporanea di ultima generazione sono fatti in una c.g soddisfacente anche se non siamo ai livelli dell'animazione nipponica. Proprio i riferimenti a Romero sono i principali debitori a partire dalla struttura e confezione del prodotto che è praticamente uguale a LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI. Anche in questo caso il regista coreano punta su una nota d'intenti che in fondo rispecchia senza troppa originalità contando che è la metafora sul genere il concetto già abbondantemente veicolato da George Romero: il vero pericolo non arriva dagli zombie, ma dagli uomini.


domenica 30 aprile 2017

Justice League-Dark

Titolo: Justice League-Dark
Regia: Jay Oliva
Anno: 2017
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

In tutto il mondo si verificano terribili fatti di sangue scatenati da invisibili forze sovrannaturali che la Justice League non è in grado di fronteggiare. Batman decide quindi di riunire alcuni mistici ed esperti di occultismo che possono affrontare l’avversario sul piano esoterico: John Constantine, Zatanna, Deadman, Etrigan il Demone e Swamp Thing. La Justice League Dark.

L'ultimo lungo d'animazione della Justice League conferma la buona salute con cui gli studios della Dc stanno facendo del loro meglio. Justice League Dark è il 28esimo film dei DC Universe Animated Original Movies e costituisce l’ottava pellicola del nuovo Universo Animato DC Comics rebootato nel 2013 con FLASHPOINT PARADOX diretto da Jay Oliva.
Questi prodotti hanno il merito di contribuire a raccontare storie e personaggi dell'universo dei super eroi e allo stesso tempo riesce nel difficile compito di costruire trame per un pubblico maturo e non solo di affezionati.
In questo caso entrano in scena i personaggi di altri universi narrativi uniti e assemblati a quello del paladino della Dc che conferma anche in questo film di essere sempre un leader carismatico ma anche un anarchico e un contestatore.
Il film poi utilizza uno stile ormai consolidato da ben 7 capitoli adattando varie storie dedicate alla Justice League Dark per creare un qualcosa di più inedito rispetto agli altri film dello stesso universo, come per esempio il primo arco narrativo dell’omonimo fumetto e di Forever Evil Blight, che vede una trama molto simile oltre che un nemico comune: Felix Faust.
Justice League Dark è un buon film per chi vuole approcciarsi con questo gruppo di eroi un po’ più dark e cupi, ma è perfetto anche per chi vuole rivivere la loro storia in modo un po’ più alternativo e non solo per mostrarci Swamp Thing e Costantine ma perchè analizza i demoni e le difficoltà con cui questi eroi devono fare i conti con la società rispetto ad altri super eroi meno strani e riconosciuti e amati dall'opinione pubblica.



sabato 8 aprile 2017

Avril et le Monde truqué

Titolo: Avril et le Monde truqué
Regia: Christian Desmares
Anno: 2015
Paese: Francia
Giudizio: 4/5

Nel 1941 di una realtà alternativa in cui la seconda rivoluzione industriale, quella dell’elettricità, non è mai avvenuta a causa della sparizione dei migliori scienziati del mondo nel 1870, infuria la guerra per l’energia. April, una ragazza che vive in una Parigi grigia e pericolosa, si mette alla ricerca dei genitori scienziati scomparsi da tempo, con la ferma intenzione di proseguire le loro ricerche interrotte sul sentiero della vita

Tratto dall’opera del maestro della graphic novel francese Jacques Tardi e vincitore del Crystal Award come miglior lungometraggio al festival di Annecy 2015, Avril et le Monde truqué è l'esordio per due registi emergenti che cercano di ridare enfasi e innovatività ad un sotto genere in disuso: lo steampunk (tornato alla ribalta con il remake di MAD MAX). Questo viaggio dell'eroina accompagnato da un gatto parlante e da un furfante trova i suoi punti di forza non tanto nella sceneggiatura scontata e i personaggi classici e poco caratterizzati ma da una messa in scena accompagnato da un ritmo avvincente soprattutto come metafora sui contenuti politici emergenti, sul ritorno al carbone (come da poco ha voluto il presidente americano Trump), alcuni dialoghi pungenti soprattutto quando i nostri protagonisti incontrano gli scienzati ma anche nell'umorismo che spesso e volentieri rischia di essere frainteso.
Se c’è un autore in grado di rielaborare in maniera originale gli stilemi e i cliché della paraletteratura e tradurli in maniera originale questo è Jacques Tardi l’autore delle avventure di Adèle Blanc-Sec, eroina di storie a metà tra il genere l’horror e l’avventuroso. Avril è una commedia frizzante piena di ritmo e di momenti originali, un’avventura rocambolesca, spiritosa, non priva di contenuti e spunti sulla natura umana, sui confini etici della ricerca, sui paradossi della tecnologia. L'ennesimo tassello significativo del variopinto cinema d’animazione transalpino.


martedì 7 marzo 2017

Heavy Metal

Titolo: Heavy Metal
Regia: Gerald Potterton
Anno: 1981
Paese: Canada
Giudizio: 4/5

Uno strano tipo d'astronauta torna a casa portando con sè il Loc-Nar, un piccolo meteorite verde. Appena varcato l'uscio di casa l'uomo viene polverizzato dal malefico meteorite davanti agli occhi dell'inerme figlioletta. Il Loc-Nar inizia così a raccontare le sue tremende vicissitudini alla bambina, affinché possano valere come lezione di vita sulle smanie di potere del genere umano.

Quando penso ad alcune pellicole storiche per quanto concerne l'animazione non posso non includere questo master di Potterton, il quale assieme a tante altre opere significative hanno saputo dare enfasi e spirito al genere. Heavy Metal poi senza nemmeno farlo apposta è un precursore nel suo viaggio spazio tempo a cercare storie e creare trame diverse anche se legate da un filo invisibile.
Tutto gode di una libertà, una magia e un'armonia che si respirava in alcuni periodi e che spesso con la c.g l'animazione moderna rischia di perdere.
Quando il film venne citato in un celebre episodio di SOUTHPARK mi resi conto che dovevo assolutamente vedere questa fondamentale perla che riesce a contaminare più generi dalla sci-fi uniti al fantasy e infine l'horror in modo molto equilibrato e suggestivo.
Il film è ispirato ad un celebre fumetto franco-canadese uscito nel 1974 di nome Metal Hurlant che tra l'altro potrebbe avere qualche analogia con il libro di Evangelisti Metallo Urlante, una raccolta di storie con tanti punti in comune.

A questo film tra l'altro collaborarono disegnatori come Moebius, Dan O'Bannon e Richard Corben mentre sulla soundtrack ci sono gruppi come i Black Sabbath, i Blue Oyster Cult e i Nazareth. Il film tra l'altro venne prodotto da un Ivan Reitman alle prime armi. Al di là della trama e di alcune storie che potranno sembrare ormai datate, il film mantiene un fascino e un'atmosfera davvero unica e potente in grado di restituire quella fama e rendere giustizia al lavoro che Potterton e soci meritano soprattutto inserendo alcuni sprazzi erotici che per il tempo non erano affatto scontati.

domenica 19 febbraio 2017

Sing

Titolo: Sing
Regia: Garth Jennings
Anno: 2016
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Il koala Buster Moon si è innamorato del teatro all'età di sei anni e al teatro ha dedicato la sua vita. Ha anche accumulato una discreta serie di fiaschi e di debiti e ora è ricercato dalla banca a cui ha chiesto un prestito e dai macchinisti che reclamano lo stipendio. Come salvare capra e cavoli? Buster ha un'idea geniale: un talent show. Apre quindi le porte del suo teatro ad una lunga fila di aspiranti cantanti e performer e sceglie i suoi gioielli: Rosita, maialina madre di 25 figli piccoli, Mike, topino vanitoso e vocalist d'eccezione, Ash, porcospina dal cuore rock e Johnny, scimmione dall'animo blues. Ci sarebbe anche Meena, elefantina portentosa, apparentemente troppo timida per esibirsi in pubblico...

Faccio difficoltà a trovare la giusta dose di empatia quando mi ritrovo a vedere film d'animazione per ragazzi quasi sempre al cinema con uno o più di loro affianco che si aspettano ovviamente che da un momento all'altro la risata.
Ho sempre sofferto di una rara forma di presa di distanza da alcuni personaggi troppo carichi di buoni sentimenti e dalla lacrima facile da quando sono piccolo e mi portarono a vedere la vaccata per eccellenza di nome ET, film cinematograficamente perfetto ma che a me è sempre stato in culo.
Sing muove le corde dell'anima, canta e suona senza mai fermarsi, crede in ognuno di noi, si fa portatore di sogni e speranze facendo pure una piccola critica sui nuovi talent show e le dinamiche di coppia che rischiano di saltare per una clausola del contratto discografico.
Sono così tanti e strutturati in modo diverso i personaggi da lasciare basiti per l'ottimo lavoro di caratterizzazione e performance di ognuno di loro.

Alcuni fanno più ridere di altri questo è chiaro ma Jenning che non dimentichiamoci è il regista di GUIDA GALATTICA PER AUTOSTOPPISTI è uno che sa far ridere e ragionare unendo in un mood splendido e con delle ottime canzoni ironia e temi sociali attuali e importanti come l'amicizia, l'autostima, l'empatia, il lavoro di squadra e tanto altro ancora.

venerdì 13 gennaio 2017

Where the dead go to die

Titolo: Where the dead go to die
Regia: Jimmy ScreamerClauz
Anno: 2012
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Un gruppo di bambini disturbati che vivono nello stesso quartiere sono perseguitati da un cane parlante di nome Labby che li porta in diverse dimensioni e gli fa compiere atti orribili.

Se per un attimo mettiamo da parte i reparti più malati del cinema tedesco e austriaco verso il gore più totale o la bizzarra guinea pig nipponica o l'indie americano più estremo fino ad arrivare ai fake di snuff e tanta altra roba ancora. Se devo pensare a qualcosa di perverso e malato oltre ogni immaginazione e umana comprensione, beh, il film allucinato ed esoterico di "ScreamerClauz" è un esempio che non capita di vedere spesso.
Al di là del bene o del male, di cosa possa piacere o no, di chi non ama l'animazione davvero grezza fatta con pochi e semplici strumenti (sembra di vedere i videogiochi della prima playstation) ma che invece punta tutto sulla cattiveria dei temi presenti portati tutti agli estremi esagerandoli.
Partiamo col dire che lo stesso regista, Jimmy ScremaerClauz, ha ammesso di aver assunto sostanze durante la realizzazione del film (e a giudicare dal prodotto finale, penso che di sostanze ne abbia assunte anche troppe).
Questo è davvero cinema estremo dotato di senso. Sicuramente molti lo riterranno spazzatura o meglio qualcosa di così iper-violento da punire e censurare, ma ai giorni nostri il pubblico se lo ritiene necessario può e deve avere la libertà di poter scegliere anche a costo di stare male o prendersi dei pacchi assurdi.
Considero il film un'esperienza agghiacciante, da provare in totale stato di astinenza per entrare ancor di più nell'orrore che queste tre malatissime storie sembrano e vogliono comunicarci.

Un trip infernale dove l'indole sfrenata del regista lo porta a infrangere svariati tabù relativi a ciò che è normalmente considerato lecito mostrare su schermo con una naturalezza disarmante.

Batman Unlimited: Fuga Da Arkham

Titolo: Batman Unlimited: Fuga Da Arkham
Regia: Curt Geda
Anno: 2016
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Il Cavaliere oscuro e’ tornato a fare quello che gli riesce meglio: proteggere i cittadini di Gotham City. Quando il malvagio scienziato Mr.Freeze attiva la sua ultima invenzione su due dei piu’ pericolosi criminali di Gotham – Killer Croc e Bane – le cose vanno di male in peggio…

L'ultimo Batman animato è un prodotto davvero divertente e pieno di ritmo e azione.
La Dc continua a scommettere sui lunghi d'animazione in una galleria di prodotti pregevoli e quasi tutti apprezzabili.
L'avventura in questione ha il pregio di chiamare in cattedra svariati personaggi che soprattutto tra gli avversari storici di Batman non vedevamo da tempo e antipatie tra gli stessi come Killer Croc e Bane. A due anni di distanza da BATMAN: ASSAULT ON ARKHAM ritorna il paladino più amato dalla Dc aiutato dai suoi omonimi e compari tra cui spicca un Freccia Verde particolarmente ironico.



martedì 13 dicembre 2016

One Piece Gold

Titolo: One Piece Gold
Regia: Hiroaki Miyamoto
Anno: 2016
Paese: Giappone
Giudizio: 3/5

Luffy e la sua ciurma di pirati incappa nella nave-città di Gran Tesoro, un luogo dominato dal colore oro, dai casinò e dalla adorazione per il gioco d'azzardo. Il capitano-proprietario, Guild Tesoro, lancia una sfida dal prezzo altissimo a Luffy: se quest'ultimo perde la scommessa sarà alla sua mercè.

E'la prima volta che mi imbatto in un lungo d'animazione su One Piece. Ho scoperto che sono arrivati al tredicesimo lungometraggio animato della saga, che ha incassato più di 5 miliardi di yen in patria. Devo dire che come film senza prequel o sequel ma come capitolo autoconclusivo non è assolutamente male contando l'immaginazione dell'autore e tutti gli elementi originali all'interno dell'opera che ecciteranno svariati fan della saga (i quali cercheranno di fare tutti i collegamenti possibili) che tra le altre cose è stata inserita nel libro dei Guinness dei Primati come "il fumetto disegnato da un singolo autore con il maggior numero di copie vendute" ovvero 340 milioni totali solo in Giappone.
Si ride, ci si prende sul serio, c'è azione in grossissime quantità con scontri a profusione e poi non mancano le sfide con un'inventiva sorprendente e alcuni personaggi nuovi e ben studiati senza contare la storia che verso la metà cita palesemente gli stilemi dell'heist movie.
Dalla lussuosa e incredibile location, Grantesoro, una sorta di nave/casinò che solca i mari per intrattenere il pubblico di tutto il mondo per arrivare ad una delle tante metafore e messaggi che il film lancia dalla morale fortemente incentrata sul denaro come sterco del demonio e radice di ogni male quindi il collegamento con le slot machine e i danni che stanno producendo non è affatto male fino ad arrivare all'esercizio del potere politico attraverso quello economico per controllare le masse. Grantesoro non è altro che la metafora di quei paesi industrializzati nelle cui pieghe del tessuto sociale soccombono le vittime della disparità economica. Tutto questo all'interno di un film d'azione e avventura non è cosa da poco.


martedì 15 novembre 2016

Kubo e la spada magica

Titolo: Kubo e la spada magica
Regia: Travis Knight
Anno: 2016
Paese: Usa
Giudizio: 4/5

Kubo è un cantastorie. Di giorno al villaggio suona e canta le gesta di storie senza un finale, animate davanti al suo pubblico di strada tramite origami; di notte invece si nasconde da un nemico occulto che lo cerca per privarlo dell'unico occhio che gli rimane (l'altro è bendato): il nonno. Ultimo di una famiglia legata alla magia, vive con una madre che sembra aver perso ogni forza per lottare e che, quando il nonno li troverà, scompare nel tentativo di far scappare il figlio. Inizia così il viaggio di Kubo, assieme a uno scarafaggio gigante e una scimmia, alla ricerca di un elmo, un'armatura e una spada che insieme gli consentiranno di sconfiggere l'ingombrante nonno.

“Se dovete distrarvi, fatelo ora. Fate molta attenzione a tutto quello che vedete, non importa quanto strano possa sembrare. Se battete le ciglia, anche solo per un attimo, il nostro eroe perirà”
Kubo è notevole. Poteva esserlo di più e cercare di rendere ancora più complessa e dinamica la sceneggiatura trovando comunque una messa in scena impeccabile (lo stile e soprattutto la forma che ancora una volta sfrutta la funzionalissima stop-motion) e reinventando e mischiando il folklore e le leggende orientali.
Un viaggio dell'eroe di questo insolito protagonista con una storia molto triste alle spalle di abbandono e un viaggio di formazione che troverà sicuramente alcuni elementi sfruttati in modo per niente banale, riuscendo a stimolare giovani e adulti come da sempre cerca di fare quella fetta dell'animazione più complessa e matura.
Knight poi è l'animatore capo di CORALINE (e si vede) è il capo dell'animazione della LAIKA e membro del Consiglio d'Amministrazione della società. Si occupa sia delle operazioni commerciali che della direzione creativa della LAIKA, attiva sia nella realizzazione di film stop-motion e digitali che nella produzione di spot commerciali.
La tecnica in stop-motion come dicevo rende poi questo film ancora più unico e sorprendente. Basti pensare che è il film in stop-motion più lungo mai realizzato. Il film è composto da oltre 145.000 foto, la sequenza con la barca ha richiesto 19 mesi e lo scheletro è il più grande pupazzo stop-motion mai costruito.
I punti deboli della storia sono proprio alcune ripetizioni e un piattezza che in più momenti traspare spezzando quella magia che in alcuni casi il film porta a degli importanti livelli.
Lunga vita alla Laika, che spero continui a portare avanti e produrre film animati che esaudiscono i desideri degli adulti e poi dei bambini, trovando quel giusto compromesso tra cinema commerciale e favole di un'altra epoca, in un Giappone feudale cupo e spaventoso popolato da demoni e tutto il resto, variegando i generi e mischiado gli stili in una confezione originale e coinvolgente.



martedì 8 novembre 2016

Sausage Party

Titolo: Sausage Party
Regia: Greg Tiernan
Anno: 2016
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Una salsiccia in crisi esistenziale alla testa di un gruppo di prodotti da supermercato in missione per scoprire la verità su ciò che realmente accade quando vengono scelti e lasciano il negozio di alimentari, tra corridoi e strani incontri, non sarà semplice.

Sausage Party nasce da un'idea abbastanza originale che purtroppo non ha saputo trasformarsi degnamente. Un film che dirama più storie senza trovarne mai una davvero convincente.
Un film politicamente scorretto che non riesce però ad essere incisivo come avrebbe dovuto finendo per accontentarsi di alcuni dialoghi fastidiosi ed esageratamente volgari.

Qualcosa in mezzo si salva e alcune scene sono divertenti e niente affatto male come l'orgia finale e via dicendo. Eppure, elemento che soprattutto nell'animazione non dovrebbe mai comparire, è noioso forse perchè continua ad arrovellarsi su idee inconsistenti e gag che possono divertire un target molto limitato di spettatori. Rogen & Co avevano una buona idea che non hanno saputo sfruttare a dovere. Un peccato perchè per quanto concerne l'ironia, nei loro film, almeno quelli meritevoli, si ride spesso e volentieri.