lunedì 3 ottobre 2016

Made in France

Titolo: Made in France
Regia: Nicolas Boukhrief
Anno: 2015
Paese: Francia
Giudizio: 4/5

Sam, giornalista indipendente, approfitta della sua cultura musulmana per infiltrarsi nei circoli fondamentalisti islamici nella periferia di Parigi. Avvicina così un gruppo di quattro giovani che hanno avuto il compito di creare una cellula jihadista, e compiere devastazioni nel cuore di Parigi.

Il film di Boukhrief è un thriller insolito e originale che cerca di comprendere le ragioni che portano un gruppo di musulmani a diventare jihadisti. Come mai? Il problema è solo legato ai valori, alla diversità, oppure le cause sono ancora più profonde? Il regista sembra scegliere la prima strada come dimostra il discorso iniziale della moschea ancor prima che il gruppo di protagonisti incontri il leader Hassan. Nel film riescono ad essere evidenziate bene tutte le fasi, la nascita, i problemi, gli scontri, tutto passa attraverso l'occhio del protagonista, un giornalista che ad un certo punto si ritrova da solo a non poter contare neppure sull'aiuto della polizia. Il ritmo, i dialoghi, la messa in scena, tutto riesce ad essere di un certo notevole spessore. Il film forse perchè anticipa la lunga serie di attentati che dilanieranno la Francia, anche se non vengono mai citati come alcuni riportano
Charlie Hebdo e il Bataclan, ma invece gli Champ Elisee, è stato rinviato e non ha avuto quasi nessun contributo dallo Stato e dalle maggiori case di produzioni.
E'sintomatico di un problema e di una paura che sta alla radice e che forse nessuno a colto nell'intenso film del regista. Made in France in fondo promuove i valori della cultura islamica, quella solida e pacifica mostrando come solo i fanatismi e altre realtà, che troviamo in diverse religioni, possono nuocere e minacciare l'individuo e la comunità.
L'unico punto debole è un finale difficile da chiudere con alcune forzature che ne danneggiano intenti e obbiettivi.
Per il resto soprattutto i dialoghi e il ritmo sono ottimi e danno uno squarcio e una piccola profezia su quello che avverrà. In particolar modo quando Hassan chiede ai suoi seguaci, tra cui il giornalista sotto copertura, di comportarsi proprio come gli occidentali, quindi bere e fumare, per non destare sospetti "Insomma siate come loro".