mercoledì 11 luglio 2012

Junk


Titolo: Junk
Regia: Atsushi Muroga
Anno: 2000
Paese: Giappone
Giudizio: 3/5

Dopo aver messo a segno una rapina in una gioielleria, quattro ragazzi prendono appuntamento con un mafioso disposto a scambiare il bottino con del denaro. Il luogo stabilito per l'incontro è una vecchia fabbrica abbandonata, lontana da occhi indiscreti. Nessuno di loro sa che quello stesso stabilimento ospita un laboratorio segreto nel quale scienziati dell'esercito americano hanno condotto scriteriati esperimenti su un gruppo di cadaveri: proprio mentre i giovani criminali arrivano, uno dei responsabili del fallimentare progetto sta provando invano a controllare i cadaveri resuscitati in morti viventi...

Quanto si dice un tripudio di citazioni e di omaggi ad una sterminata filmografia di genere che annovera alcuni capisaldi del cinema italiano e alcune perle degli autori indipendenti americani.
Muroga è un appassionato di cinema horror, in particolare dello splatter e degli zombie-movie.
Junk, la sua opera prima, è un omaggio alla sua passione legata ai generi e devo dire che nonostante la sceneggiatura niente affatto originale, riesce proprio grazie alla forma e all’azione a renderlo notevole nello sviluppo e in alcune trovate originali e interessanti.
Il sangue abbonda ma anche la cattiveria dei rapinatori e dei malviventi. Il tutto contornato da alcune buone interpretazioni su cui troneggiano le performance di Kaori Shimamura, che interpreta una rapinatrice, e della debuttante Miwa. Le analogie poi con il make-up dei film di Fulci, alcune scene di cannibalismo (bellissima la scena in cui Kaori mastica un pezzo di carne umana), location e vestiti che sembrano rubati alle IENE (notare che quasi tutto il film è girato all’interno di un magazzino e gli abiti eleganti dei protagonisti sono da entrambe le parti rimandi costanti ad un certo cinema).
Se poi ci mettiamo il coraggio, la classe, il senso per il bizzarro e alcune trashate da manuale, il risultato è sicuramente interessante.