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martedì 9 dicembre 2014

Men who saved the world

Titolo: Men who saved the world
Regia: Seng Tat Liew
Anno: 2014
Paese: Malesia
Festival: TFF 32°
Giudizio: 4/5

Gli abitanti di un bizzarro villaggio malese si uniscono per aiutare Pak Awang a spostare fisicamente una casa abbandonata dalla giungla al centro abitato, come regalo per la figlia che presto convolerà a nozze. Quello che non sanno è che nella casa ha trovato rifugio un immigrato clandestino africano. Quando il tossicomane del villaggio intravede un’ombra oscura che si muove nella casa e la prende per un fantasma, gli abitanti credono che la rilocazione della stessa abbia fatto infuriare uno spirito e si rifiutano di spostarla oltre. Una serie di piccoli incidenti porta a un susseguirsi di false accuse e situazioni turbolente

Il cinema di Liew, qui alla sua opera seconda, non è semplice così come spesso capita in alcune aree del cinema orientale, dando molta importanza alla dilatazione dei tempi di narrazione e una maniera atipica di muoversi tra i generi.
Forte di un totem culturale, in parte drammatico, in altri ironico, Liew struttura questa commedia molto profonda e intelligente nel provocare sentimenti ambigui e nello scavare nelle credenze popolari e culturali del paese e di tutto il suo pantheon religioso.
Lelaki Harapan Dunia sembra essere dunque una critica in forma di commedia ironica e a tratti molto grottesca, con un cast convincente e alcune scene davvero spassose e ottimamente riuscite
come quella in cui Pak si traveste da demone e gioca in un continuo rimando all'assurdo con il ragazzo di colore costretto a nascondersi, così come la comunità di uomini che si travestono da donne per sedurre e sgominare il demone.
La normalità, ancora una volta a dimostrazione nel cinema di Liew, è un concetto di maggioranza. La norma di molti (la comunità) e non quella di uno solo (Pak).
Ed è così che finalmente si arriva a destrutturare e a scherzare su un tema molto caldo e sentito dalla cinematografia orientale e in particolare portata allo sfinimento soprattutto dal J-horror.
La vecchia casa infestata da demoni, fantasmi, oscure presenze, diventa dunque la summa dei valori e di dove può arrivare ad esplodere l'equivocità degli eventi e di come vengono interpretati e dai suoi personaggi particolarmente ottusi.