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venerdì 10 febbraio 2017

Occhi del parco

Titolo: Occhi del parco
Regia: John Hough
Anno: 1980
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Gli occhi del parco racconta di una famiglia composta da padre, madre e due figlie che decidono di trasferirsi in un'immensa villa ai margini di un bosco, proprietà di un'anziana signora che, dopo un'accurata selezione, cerca i coinquilini più adatti con i quali vivere.

Anche la Disney ha avuto un suo momento "horror" anche se il termine migliore è fantasy o commedia nera o mistery. Pochi esempi come RITORNO A OZ, finora il migliore in assoluto e QUALCOSA DI SINISTRO STA PER ACCADERE. Infine ma di questo non ne sono assolutamente sicuro tale DESERTO ROSSO citato da Murakami in un libro che non ricordo bene quale sia e che tutt'ora l'esistenza di questo film rimane un mistero.
Il film di Hough parla di case ma non proprio infestate anche se lo spirito della bambina morta è presente e diventa a tutti gli effetti il motore centrale per creare suspance e tensione, purtroppo però assente, così senza bisogno di dover andare oltre viene da se l'analisi di un "esperimento" venuto male dove i dialoghi diventano pedanti, il ritmo fa difficoltà ad ingranare per l'assenza di colpi di scena. Bette Davis non può da sola fare i miracoli e anche l'impiego di questo spirito risulta spesso ripetuto senza creare l'atmosfera e la suspance giusta.
Un tentativo fallito che ha il merito comunque di averci provato, contando che la Disney non è solita nel narrare questo tipo di storie.




giovedì 20 giugno 2013

Cruising

Titolo: Cruising
Regia: William Friedkin
Anno: 1980
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Incaricato di travestirsi da omosessuale masochista per individuare uno psicopatico che batte il mondo dei sadomasochisti gay del West Greenwich Village di New York, un poliziotto finirà per domandarsi se sia ancora eterosessuale come all'inizio.

Friedkin è sempre stato un regista alquanto insolito. Capace di saltellarre tra i generi come se fosse una cosa assolutamente normale, è sempre stato attratto da alcune tematiche e alcuni lati nascosti dell'animo umano.
Cruising certo non sarà un thriller psicologico perfetto ma a tanti altri punti che andrebbero ripresi in considerazione come uno sguardo davvero insolito sulla comunità omosessuale e sapendola far indossare ad un Pacino molto attento a delineare un personaggio tutt'altro che facile.
Un film capace di condensare soprattutto nella prima parte a discapito dell'ultimo atto, una suspance emotiva legata a certi taboo dell'epoca mica da ridere come più di una scena dimostra e captandola dallo sguardo sofferto del protagonista. Il locale che diventa una sorta di bolgia infernale con una cosumazione di corpi e una carica emotiva resa davvero bene soprattutto nella scena del ballo sotto sostanze allucinogene.
Sembra quasi che in alcune parti la sceneggiatura o gli intenti del regista siano più indirizzate sulla rappresentazione di questa comunità piuttosto che incidere sul giallo psicologico.
L'omofobia dei poliziotti a danno della serenità degli omosessuali, in alcune scene è davvero messa in scena dando quell'idea che ha caratterizzato la realtà più dura di quegli anni.
La più grande critica è arrivata ovviamente dagli attivisti gay che sostenevano che esso [il film] avrebbe mostrato che quando Pacino riconosceva la sua attrazione verso il mondo omosessuale, sarebbe diventato psicotico e avrebbe iniziato a uccidere (Wikipedia)
Ovviamente Friedkin non dice nulla di tutto questo ma il suo cinema come l'ESORCISTA e BUG solo per fare due esempi a caso, ha saputo mettere a dura prova stomaco e gusti di critica e pubblico.

martedì 15 novembre 2011

Cyborg 009-La leggenda della supergalassia


Titolo: Cyborg 009-La leggenda della supergalassia
Regia: Masayuki Akehi
Anno: 1980
Paese: Giappone
Giudizio: 3/5

All'inizio della storia, i nove Cyborg non fanno più parte dello squadrone da combattimento coordinato dal Dottor Gilmore, ma sono ciascun dedito a differenti attività .
Gilmore, orami in pensione, trascorre i suoi giorni in un istituto di ricerche scientifiche, accudendo Iwan -001-. Ma è proprio quest'ultimo, grazie ai suoi poteri telepatici a scoprire la presenza di una grave minaccia per il genere umano, che si concretizzerà in un'invasione aliena. Per fronteggiare tele eventualità, il dottor Gilmore è costretto, seppur a malincuore a riunire i cyborg, i quali assieme ad un alieno giunto presso il laboratorio a bordo di una misteriosa astronave, partono per quella che sarà, probabilmente, la loro ultima missione.

Cyborg 009 è stata una delle serie che da piccolo mi ha appassionato di più. Nove cyborg con poteri diversi, pianeti inesplorati e nemici di ogni tipo erano le caratteristiche che davano libertà e un universale d’idee cui attingere barcamenandosi tra la fantascienza e l’avventura.
Sono venuto a sapere in ritardo di questo lungometraggio di più di due ore distribuito dalla Yamato Video solamente nel 2001.
Il perché al di là delle controversie che concernono alcune produzioni d’animazione giapponesi e soprattutto coreane, è lo stile assolutamente visionario e onirico del regista che si sposa perfettamente con le musiche fricchettone di Sugiyama.
Un soggetto interessante, una sceneggiatura convincente, due sole pecche, la storia d’amore tra Joe e Francoise con dei dialoghi ahimè imbarazzanti e un colpo di scena finale che era meglio non ci fosse.
Per il resto il film è un vero flash soprattutto nella prolissa lunghezza delle scene del salto spazio-tempo, dico un vero flash perché a tratti sembra di essere sotto degli effetti davvero psichedelici…

martedì 22 marzo 2011

Insegnante al mare con tutta la classe

Titolo: Insegnante al mare con tutta la classe
Regia: Michele Massimo Tarantini
Anno: 1980
Paese. Italia
Giudizio: 3/5

Il solito commendatore invita la solita procace insegnante di francese nel suo albergo al mare con la scusa d'impartire lezioni a suo figlio, ma in realtà col desiderio di sedurla.

Se la critica distrugge questo appetibile esempio di commedia scollacciata tocca ad uno come me cercare di trovare nuovi elementi, almeno weird, per riconsiderare il film di Tarantini.
Partiamo da alcune scene topiche del film come la battaglia delle caccole tra Cocò e il custode oppure tra Ercole e il custode così esilaranti da aggiudicarsi il premio weird della stagione.
Poi comunque tutta la pellicola ha un ottimo ritmo ed è ben bilanciata tra scene profondamente squallide come il figlio che tenta di rimorchiare l’insegnante e le difficoltà di Ercole a sfuggire ai finanzieri.
Probabilmente uno dei film in cui vengono mostrate più volte di tutte le tette della protagonista, un’affascinante Anna Maria Rizzoli.
Divertente e di genere.
Naturalmente per gli amanti della commedia scollacciata

Vacanza bestiale

Titolo: Vacanza bestiale
Regia: Carlo Vanzina
Anno: 1980
Paese: Italia
Giudizio: 2/5

Imbrogliati da un'agenzia di viaggi, alcuni giovani italiani si trovano in Medio Oriente dove gliene succedono di tutti i colori.

Calà e Abatantuono riuscivano abbastanza nei FICHISSIMI una pellicola stupida ma almeno comica con qualche buona trovata. Il film in questione a parte riproporre la coppiata con Diego che parla con la sua famosa voce da terruncello, assembla altri penosi attori nel gruppo dei Gatti di Vicolo Miracoli tra cui il corridore e Calà che regala una delle scene più divertenti nell'inizio quando cita De Niro in TAXI DRIVER.
Non bastano un paio di tette della Morlotti e Teocoli nel ruolo di un arabo per dare tono e risate a una pellicola che suona come una presa per il culo degli stili medio-orientali e delle loro usanze come l'agognato harem e tutte le laide mosse per cercare di portare a casa un film divertente che nella maggior parte dei casi annoia a morte.
Un film da dimenticare se non per qualche rara scena.

domenica 20 marzo 2011

Contamination

Titolo: Contamination
Regia: Luigi Cozzi
Anno: 1980
Paese: Italia
Giudizio: 4/5

Un mercantile alla deriva entra nel porto di New York: a bordo non c'è nessuna traccia dell'equipaggio, ma tra le casse di caffè che costituiscono il suo carico si rinvengono delle strane grosse uova verdi che al contatto secernono una sostanza gelatinosa ed esplosiva. Dopo che le analisi di laboratorio accertano trattarsi di spore contenenti batteri sconosciuti, Stella Holmes, incaricata della sicurezza, ricollega il fatto alla testimonianza dell'astronauta Hubbard che pochi anni prima, di ritorno da una missione su Marte, aveva parlato di una minaccia incombente sulla Terra senza essere creduto. Intraprese le indagini, Holmes rintraccia Hubbard in Colombia ed insieme con lui scopre l'esistenza di una mostruosa creatura, il Ciclope, che propaga il virus sotto il controllo di Hamilton, il secondo astronauta che aveva partecipato alla spedizione sul pianeta rosso e che era stato dato per disperso al rientro sulla Terra. Sopraffatto il mostro, che tra le sue vittime ha aggiunto lo stesso Hamilton, Stella Holmes e Hubbard credono che il pericolo sia scongiurato, ma, in quello stesso momento, in un'oscura strada di New York, tra i bidoni della spazzatura, qualcosa esplode: si tratta forse di un ultimo baccello sfuggito alle ricerche?

Al suo secondo film horror-fantascientifico, Luigi Cozzi è sicuramente un buon artigiano che come altri firmato sotto pseudonimo, Lewis Coates, ha avuto la possibilità di sbizzarrirsi negli States con un budget largamente superiore a quello italiano.
Con successo riesce a dare veridicità ad un film di fantascienza difficile negli intenti che sicuramente fa il verso ad altri classici di fantascienza dai vecchi b-movie, per poi passare a Fulci e Bava, ma condito con quella componente splatter che almeno rende scioccanti alcune scene contando che il film è dell’80.
Cambia l’alieno nell’immaginario collettivo senza cambiare la prassi e la procedura standard che come in questi film genera pochi illuminati destinati a debellare la terribile sciagura proveniente da Marte ma che come al giorno d’oggi può influenzare menti e dominarle.
Una metafora interessante per il migliore tra i film del regista anche se produttivamente fu un disastro.