sabato 2 settembre 2017

Océans, le mystère plastique

Titolo: Océans, le mystère plastique
Regia: Vincent Perazio
Anno: 2017
Paese: Francia
Festival: Cinemambiente 20°
Giudizio: 3/5

Solo l'1% della plastica che fluttua negli oceani raggiunge le coste o rimane intrappolata nei ghiacci artici. Del restante 99%, stimato intorno a centinaia di migliaia di tonnellate, si sa ancora troppo poco. Una sorta di buco nero che lascia intravedere un dramma ecologico.
Non essendo biodegradabile, la plastica non scompare, semplicemente si rompe in microparticelle tossiche, in gran parte invisibili all'occhio umano. Tale processo di trasformazione sta dando vita a un nuovo ecosistema: la plastisfera.
Si affaccia così, sempre più urgente, la necessità di indagare il fenomeno e le sue conseguenze: dove si trovano queste particelle? Ingerite dagli organismi o depositate sul fondo marino? E qual è il loro impatto sulla catena alimentare?

Abbiamo attaccato il tumore persino ai pesci.
Questa è solo una delle tante informazioni, dei dati raccolti grazie a lavori di ricerca che proseguono negli oceani e sotto gli oceani da ormai decine di anni da parte di equipe di scienziati, medici, biologi e tutti gli altri professionisti del settore.
Ognuno sceglie la materia e il compito su cui svolgere e raccogliere i suoi dati.
Quella della plastica, una realtà che ormai è diventata insostenibile soprattutto nei mari e negli oceani con un silenzio inquietante da parte dei media, diventa materia apocalittica in questo documentario girato dal giovane regista francese appassionato di temi ambientali.
La domanda con cui Perazio apre il documentario è scioccante.
Dai dati che emergono sarebbe la plastica a cambiare ecosistema marino.
Le correnti hanno sconvolto tutto e ora parte degli oceani, così come le alghe e i plancton, i rifiuti di plastica, sono ovunque, dall'Artico all'Antartide attraverso i mari tropicali.
Dalle stime fatte finora sembra che diversi studi concordino sul fatto che quasi 50 miliardi di pezzi di plastica inquinano gli oceani. Dalle molte teorie, alcune come quelle che segnalavo all'inizio, la maggior parte, sembra sostenere che venga ingerito dagli organismi marini, di fatto trasformando la plastica in qualcosa di invisibile.

I prossimi anni, forse sarannoa ncora più inquietanti o chissà magari daranno risultati su qualche possibilità di speranza anche se la maggior parte degli intervistati sembra scettico e cinico.