martedì 27 giugno 2017

Kong-Skull Island

Titolo: Kong-Skull Island
Regia: Jordan Vogt-Roberts
Anno: 2017
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

1973. All'indomani del ritiro delle truppe americane dal Vietnam, due scienziati sui generis convincono Washington a finanziare una missione segreta alla scoperta di un'isola nel sud del Pacifico. Quando gli elicotteri superano la nube tempestosa che nasconde l'isola al mondo esterno, fanno ben presto conoscenza con un gigantesco gorilla, venerato come un dio e chiamato Kong.

Kong-Skull Island è un po il film che tutti i fan dei monster movie o meglio MonsterVerse volevano (MonsterVerse è un media franchise crossover e universo cinematografico incentrato su una serie di film, prodotti e/o distribuiti in collaborazione tra Warner Bros. e Legendary Pictures, riguardanti i due mostri Godzilla e King Kong). Un film voluto proprio dalla Legendary Pictures: "senza coscienza, nessun raziocinio, solo devastazione".
Un giovane regista che ha saputo farsi conoscere per il nostalgico e interessante THE KINGS OF SUMMER una interessante film di formazione di alcuni ragazzi. Kong è uno spin-off della serie, il primo film dedicato interamente alla storia della mitica Isola del Teschio. Un film fracassone filtrato da un disegnatore di fumetti dove tutto è ancora più saturo e più stilizzato, unendo varie influenze e in particolare il cinema di mostri giapponese (per molto del character design) come i kaijū e per le moltissime altre creature dell’isola, i mufloni giganti, i poliponi o i grandi ragni, fino ovviamente ai nemici del primate.
Un film cool stilizzato all'ennesima potenza. Un film dove la storia e i personaggi sono solo un pretesto senza nessun significato (i personaggi sono appena abbozzati come spesso capita nei b-movie) per dare spazio e voce alla creatura leggendaria che arriva in scena con il silenzioso senza nemmeno farsi notare. Un film che se ne frega del budget che ha a disposizione e vuole rimanere nella serie B provando solo in qualche momento o da qualche intento a far comprendere una metafora come quella che più di tutti riguarda il colonnello Preston Packard, interpretato da Samuel Jackson (incredibile come sia diventato il prezzemolo sostitutivo di Morgan Freeman nei film) con uno sguardo allucinato quando si trova di fronte un gorilla di 30 metri per 10.000 tonnellate e si convince che sia un nemico più perché gli mancano i Vietcong che perché gli ha abbattuto un po' di elicotteri e fatto fuori un po' di uomini.
Preparatevi a 90' di puro non-sense divertente da prendere con le pinze e con alcuni momenti decisamente divertenti come la citazione finale a JURASSIC PARK.