martedì 17 gennaio 2017

Unit 7

Titolo: Unit 7
Regia: Alberto Rodriguez
Anno: 2012
Paese: Spagna
Giudizio: 4/5

L'Unità 7 della polizia ha il compito di ripulire la città dalle reti di narcotrafficanti e di porre fine al clima di violenza e corruzione che si è impadronito delle strade di Siviglia prima dell'Expo 1992. Formata da quattro agenti, l'unità è guidata da Angel, un giovane ufficiale che aspira a diventare detective, e Rafael, poliziotto dai metodi discutibili ma efficaci. Attraverso un modus operandi al limite della legalità, la missione procede per il migliore dei modi fino a quando le strade di Angel e Rafael inaspettatamente si dividono a causa delle eccessive ambizioni di carriera del primo e dell'amore del secondo per l'enigmatica Lucia.

I cop movie ultimamente scarseggiavano un pò soprattutto in Europa mentre in America la tradizione continua senza sosta alternando prodotti commestibili e di rado film dannatamente interessanti come ad esempio il divertentissimo WAR ON EVERYONE, CODICE 999 (seppur cone le dovute precisazioni) COLT 45, TRAFFIC DEPARTMENT, WRONG COPS, KING SURRENDER e altri ancora.
Unit 7 arriva direttamente da Siviglia negli anni '90 in un polar potente e frenetico recitato benissimo da alcuni attori della new generation spagnola, sfoderando delle location straordinarie che si perdono nei quartieri, nelle case, nei corridoi, restituendo quel senso di claustrofobia e paura. Una squadra diversa dalle altre, slegata completamente dalle normali logiche ma con la carta bianca per poter essere legittimati a fare quasi di tutto, trovandosi però in questo modo soli a dover combattere contro tutto e tutti a partire proprio dai membri del team.
Rodriguez sembra essersi ispirato ai film di Michael Mann se non altro per l'atmosfera e la telecamera a spalla che in più momenti restituisce quel senso di malessere riuscendo a dare ancora più spettacolarità agli inseguimenti e alle sparatorie. L'unità macina successi a colpi di imbrogli, pestaggi e coercizioni e in tutto il film il livello di violenze e torture è altissimo. Altra menzione quella legata ai personaggi. Tutti sono caratterizzati a dovere con una credibilissima introspezione (in particolare Angel e Rafael).
Anch'esso ignorato o dimenticato volutamente dalla distribuzione italiana, dimostra la qualità e la buona forma del cinema spagnolo che trova in Mario Casas, il Tom Hardy spagnolo, una giovane promessa e un talento incredibile che si vedrà anche e soprattutto nel successivo TORO. Ottimo tutto il resto del cast tra cui ricordiamo il famoso Antonio de la Torre.
Unit 7 è ambientato alla fine degli anni ‘80-inizio dei ‘90 a Siviglia, periodo dell’Esposizione Universale prevista nella città spagnola (aprile ‘92), così per ripulire la città, la nostra piccola unità dovrà scontrarsi contro i clan in una sorta di guerra civile cercando di sopravvivere, proteggere i cari e gli informatori, e soprattutto capire chi è con loro o contro di loro.
«Faccia come ha sempre fatto: si giri dall’altra parte»

Grupo 7 ha il pregio di non scadere nella santificazione della violenza, come spesso capita per i colleghi americani, come male necessario, ma ne racconta l’origine intima e collettiva come succedeva in TRAFFIC DEPARTMENT raccontando i membri della squadra e il senso di appartenenza, nell’adempimento del loro lavoro, si compattano e diventano famiglia, includendo complici ed escludendo famiglia, istituzioni e, quindi, società civile.