sabato 28 gennaio 2017

Riflessi sulla pelle

Titolo: Riflessi sulla pelle
Regia: Philip Ridley
Anno: 1990
Paese: Gran Bretagna
Giudizio: 3/5

Anni quaranta: il piccolo Seth vive nella pianura canadese, circondato da adulti squallidi, ai limiti della follia. Replica la loro crudeltà con gli animali e con una donna inglese che crede una vampira.

Di solito il pubblico dovrebbe empatizzare con i protagonisti soprattutto se sono bambini.
Quando però nella scena iniziale vediamo una rana uccisa soltanto per piacere personale e per soddisfare le logiche perverse del gruppo allora sappiamo subito con chi abbiamo a che fare.
L'opera prima dello scrittore Philip Ridley è di quelle pronte a dividere pubblico e critica.
Da un lato l'intento è abbastanza complesso quasi quanto tutta la nutrita serie di temi e riflessioni all'interno del film partendo da una lunga serie di eventi tragici che culmineranno nel finale con un climax che sottolinea il carico di angoscia del film.
Un viaggio di formazione nell'incubo.
Di nuovo un ragazzino costretto a vedere con i suoi occhi i mali del tempo e la degenerazione che gli si presenta a partire dalla famiglia con il suicidio del padre. L'incontro poi con la solitaria e inquietante vicina (che paga a caro prezzo la sua vita solitaria) e per finire un giovane Mortensen che interpreta un fratello maggiore con degli ideali a dir poco discutibili.
Con una scansione per certi versi strutturata su tre atti, il primo rappresenta il sacrificio, la vittima sacrificale la crudeltà verso gli animali; il secondo sembra negare l’evidenza dei fatti per coltivare un incubo personale e l'ostilità per l'Altro e infine nel terzo atto la lotta fra Male e Amore, in cui quest'ultimo per fortuna cerca di redimere e salvare quel poco che resta.
Un film duro e spietato che non sembra cercare facili scorciatoie.
Adulti perversi, angherie, perdita dell'innocenza, il male onnipresente, morboso e scomodo.

Riflessi sulla pelle parla di tutto questo. A volte in modo un po confuso e non sempre funzionale ma è uno di quei film che colpiscono allo stomaco offrendoci l'ennesimo spaccato di vita complesso e doloroso.