sabato 28 gennaio 2017

Repairman

Titolo: Repairman
Regia: Paolo Mitton
Anno: 2013
Paese: Italia
Giudizio: 2/5

Nella provincia piemontese Scanio Libertetti ripara macchine del caffè da bar. Lavora da casa per conto di un padrone che lo sfrutta e la sua endemica lentezza non migliora le cose, l'unico parente che gli sta vicino sembra essere un zio panettiere con aiutante mezzo scemo. Attraverso i suoi amici, molto più integrati di lui nella società, entra in contatto con una ragazza inglese con cui inizia un rapporto sentimentale. Tuttavia sembra che ciò che sia dritto per Scanio risulti storto agli altri.

A volte l'immobilismo cosmico del nostro cinema mi spaventa.
Solitudine, timidi sorrisi, gesti goffi, anti eroi con l'aria da nerd. Se mettiamo da parte quasi tutta la filmografia degli ultimi anni, focalizzata o su tamarri colossali (Di Leo & soci) oppure su timidi nerd, Repairman dello sconosciuto Mitton sicuramente ha i suoi piccoli pregi per essere un indie di lodevole fattura che si è riuscito a staccare dalle produzioni romane.
E'come dire che l'apologia dell'ingenuità fa da diapason del film, piace e diventa funzionale nel momento proprio in cui di immobilismo parla, ovvero una situazione di una disarmante semplicità costipato di quelle consuetudini che ormai sono il marchio ufficiale del made in Italy nel cinema.
Savoca, l'attore feticcio di Louis Nero (penso di aver detto tutto) sembra Battiston di serie B, muovendo il suo personaggio con l'aria da orso in un precario equilibrio tra le contraddizioni del mondo moderno che detto in poche parole parla di famiglia, lavoro, storia d'amore.
Un triangolo che se riuscisse a inserire qualche elemento in più e non si accontentasse di una sorta di breve racconto di vita (peraltro noioso) trito e ritrito.
E allora se tutto il nostro paesino provinciale non comprende Scanio etichettandolo come storto chi meglio di una giovane studentessa straniera può farci riscoprire la vita? Un'idea particolarmente originale, che non a caso ha vinto numerosi premi e riconoscimenti...
L'apologia dell'ingenuità vince e premia.