venerdì 13 gennaio 2017

Autopsy of Jane Doe

Titolo: Autopsy of Jane Doe
Regia: Andre Ovredal
Anno: 2016
Paese: Gran Bretagna
Giudizio: 3/5

La storia si svolge in una piccola città, in un mortuario a conduzione familiare, dove un padre e il figlio ricevono la misteriosa vittima di un omicidio - una bella e giovane di nome Jane Doe. Nel tentativo di capire come è morta e chi è, scoprono indizi sempre più bizzarri, che detengono la chiave di terrificanti segreti.

Cosa può succedere quando metti assieme un interessante regista norvegese (TROLL HUNTER non ha bisogno di presentazioni), alle prese con il suo primo film britannico e con un attore scozzese e uno americano. Il risultato è un horror classico, un film di genere con così tante contaminazioni da renderlo un gioiellino da gustare nelle tenebre e nel silenzio più assoluto. Un'opera che grazie ad una sceneggiatura che ingrana marce minuto per minuto, porta l'atmosfera e la suspance a livelli molti alti dove l'unica pecca è l'esagerazione di fondo che chiama in causa troppi elementi esoterici alla rinfusa.
Tutto il film è concentrato su due attori e il corpo di questa misteriosa Jane in un'unica location, l'obitorio (sfida che il regista vince con una semplicità impressionante).
Ovredal ha voluto omaggiare i classici e il film a parte riuscirci fino alla fine, trova solo nel climax finale alcuni colpi di scena che seppur debolucci risulteranno gli unici possibili.
L'ennesima conferma e riprova di come negli ultimi anni gli horror low-budget stanno avendo un enorme successo e questo, come spiega il regista, spesso e volentieri è dovuto alle pressioni che avresti con le major, quindi seppur con più difficoltà e allungando molto le tempistiche i risultati arrivano e tu non devi rendere conto a nessuno.
Il secondo film di Ovredal parte dall'autopsia, dalla ricerca di chi è Jane e cosa le è stato fatto, andando avanti e scoprendo con un angoscia incredibile il corpo consumato e violato.

L'interno del corpo poi si presta a diverse chiavi di lettura e rivela una mappa della cattiveria umana e infine l'aspetto magico che cambia completamente il registro del film, come quando la scienza incontra l'esoterismo, è sì funzionale ma poteva essere centellinato in modo meno plateale.