giovedì 24 novembre 2016

War on Everyone

Titolo: War on Everyone
Regia: John Michael McDonagh
Anno: 2016
Paese: Gran Bretagna
Festival: TFF 34°
Sezione: Festa Mobile
Giudizio: 3/5

New Mexico, due poliziotti corrotti decidono di ricattare e incastrare qualsiasi criminale incroci il loro cammino. Ma le cose prendono una brutta piega quando cercano di intimidire un criminale più pericoloso di loro due.

E'un film senza plagi e citazionismi esagerati l'ultimo film del buon McDonagh questo forse è vero, però tutta una serie di nutrite e spassose combinazioni non possono tenerlo troppo lontano da un frullato che potrebbe mischiare WRONG COPS (sempre di Tff si parla ma di qualche annetto fa) e un poliziesco, un buddy cop famoso influenzato dalle serie tv poliziesche degli anni ’80 come STARKSY AND HUTCH attraversando in lungo e in largo la location di BREAKING BAD.
L'action commedy in questione che chiama in causa svariati sottogeneri, parte da una struttura molto classica per finire in un fiume di sangue in fondo molto prevedibile e scontato (e ovviamente il riferimento va come sempre ai giubbotti antiproiettili) ma che portando agli eccessi del buono e cattivo gusto il politicamente scorretto, riesce ad essere divertente e adrenalinico, grottesco e demenziale e in più molto violento contando che la coppia di poliziotti ama fare tutto ciò che non andrebbe fatto dalle offese alle intimidazioni per finire alle estorsioni e alla violenza gratuita. Grazie ad un montaggio frenetico e una buona scelta del cast, il regista riesce a portare a casa un film che si discosta da alcuni drammi del passato come la sua seconda opera CALVARY per ritornare sul terreno fertile della commedia e migliorarne solo in parte la struttura, simile per certi versi, che accompagnava il suo esordio UN POLIZIOTTO DA HAPPY HOUR.
War on Everyone è la sintesi perfetta dei primi due film del regista, una satira poliziesca condita con un desiderio di vendetta.

Una scena che vale tutto il film è l'arrivo dei due poliziotti in Islanda per cercare un informatore, guardatela e non riuscirete a smettere di ridere. Allo stesso tempo il film forse perchè come un fiume in piena cerca di toccare troppe cose, finisce con il non essere sempre all’altezza lasciando irrisolti argomenti fondamentali e toccandone altri con una fretta e una superficialità preoccupante come il ragazzino ospitato da Skarsgard Jr che racconta al poliziotto degli abusi subiti.