martedì 8 novembre 2016

Tore Tanzt

Titolo: Tore Tanzt
Regia: Katrin Gebbe
Anno: 2013
Paese: Germania
Giudizio: 4/5

Il giovane Tore cerca una nuova vita ad Amburgo e entra a far parte di un gruppo religioso chiamato The Jesus Freaks. Quando per caso incontra una famiglia e li aiuta a riparare la propria auto, ritiene che una meraviglia celeste lo abbia aiutato. Inizia una profonda amicizia con il padre della famiglia, Benno. Ben presto si trasferisce con loro al loro orto, non sapendo cosa lo aspetta.

La violenza che incontra il sacro. Tore facente parte di un gruppo di punk cristiani fanatici, senza famiglia e senza affetti, si ritroverà catapultato in una spirale di violenza dove di fatto un nucleo familiare disadattato come tanti lo tratterà come l'agnello sacrificale, il capro espiatorio per eccellenza. Non è un torture porn e non ha neanche quella esagerata dose di sangue e violenza come capita per gli horror odierni. Eppure Nothing Bad Can Happen riesce a fare, per alcuni aspetti, ancora più male degli altri perchè realistico e perchè indaga una realtà e scava dentro una psiche complessa e timorosa.
Se fosse una metafora potrebbe essere quella di Gesù Cristo che si sacrifica e si fa mettere in croce per salvare le sorti di un gruppo di persone a cui lui sembra essere molto legato. Ci sono alcuni momenti che riescono a mischiare ironia assurda (i punk cristiani che benedicono l'auto che poi riparte) alternati a stupri e mamme che schiacciano coi tacchi i coglioni del protagonista.
Vale sempre la regola di Matheson sul concetto di normalità. In questo caso Gebbe, alla sua opera prima, riesce a intuire l'assurdità di entrambe le parti, fanatici contro psicopatici, cercando di raccontarli assieme facendoli esplodere e implodere allo stesso tempo.