domenica 23 ottobre 2016

Toro

Titolo: Toro
Regia: Kike Maillo
Anno: 2016
Paese: Spagna
Giudizio: 3/5

Toro è un giovane che si è rifatto una vita dopo un incidente che lo ha portato a trascorrere un lungo periodo al fresco: ora ha un lavoro legale e una fidanzata solare, lontano da quel passato criminale che intende lasciarsi alle spalle. Ma suo fratello López, coinvolto in affari sporchi con Romano, che ha rapito sua figlia adolescente, gli chiederà aiuto e lo trascinerà, suo malgrado, in una spirale di truffa, fuga e violenza.

Toro è un'opera che già dalla trama si intuisce fin da subito dove andrà a parare.
Un film di genere con le palle, quasi un polar, che punta su alcune importanti scene d'azione (inseguimenti, combattimenti e sparatorie) e un ritratto sulla mafia nei paesaggi costieri andalusi tanto conosciuta in Spagna con un particolare intento di raccontare una storia di violenza, di corruzione e di legami familiari.

Il film di Maillo parte già in quinta, ribadendo in fondo quegli che appaiono al pubblico come presagi di morte, l'immutabilità delle cose, alcune scelte che determinano per forza uno scontro che non si potrà più fermare. Un film che sembra una resa dei conti tra chi si sente intrappolato da un destino che ha più solo gli occhi della morte e un'idea di poter sperare fino alla fine in un viaggio di redenzione. Sono proprio i fratelli ad avere una caratterizzazione che trova alcuni buoni spunti soprattutto tra il protagonista e Lopez, un Tosar sempre d'effetto tanto per cambiare, capace però di dare una connotazione diversa al classico criminale sfigatello. Sicuramente Maillo al suo secondo film è da tener d'occhio trasformando il film di genere in uno degli esperimenti spagnoli più interessanti assieme a la ISLA MINIMA.