lunedì 18 luglio 2016

In grazia di Dio

Titolo: In grazia di Dio
Regia: Edoardo Winspeare
Anno: 2013
Paese: Italia
Giudizio: 3/5

Non c'è concorrenza con i cinesi, così una famiglia di fasonisti (i sarti che confezionano abiti per le aziende del Nord) è costretta a chiudere la propria fabbrica di fronte ai debiti e alla bancarotta. Mentre l'unico fratello cambia paese assieme alla sua famiglia, le due sorelle tornano dalla madre in campagna, una insegue le sue aspirazioni d'attrice e l'altra che prima si occupava della fabbrica per non essere sormontata dai debiti comincia a lavorare le proprie terre. La figlia di quest'ultima infine, non intende prendere la maturità e vive tutto con atteggiamento futile e superficiale, in contrasto con ogni cosa, anche nei riguardi dell'inaspettata storia d'amore della nonna vedova con un contadino.

Sono le donne le protagoniste dell'ultimo film del nostro buon Winspeare, quattro personaggi di tre generazioni diverse, tutte unite però dalla loro casa e dalla terra in cui vivono.
Un regista insolito, politicamente scorretto, sconosciuto per molti ma una garanzia per il nostro cinema e per il ritorno al Salento terreno fertile e ostile per diversi film precedenti del regista.
La crisi economica colpisce tutti anche e soprattutto nei paesini. La concorrenza investe e non risparmia neppure un potere tradizionale come quello di questi fasonisti.
Winspeare dirama e struttura un film per certi versi corale puntando sulla realisticità e la naturalezza della recitazione in dialetto contando che come spesso capita nessuna è un'attrice di professione.
Lo fa mettendo in campo risorse, regia e una linearità che cresce di continuo mantenendo una certa coerenza e un proprio stile personale. L'unica pecca è la durata che in alcuni casi appesantisce la narrazione lasciando alcuni strascichi e una macchinosità che sembra quasi collocarlo con una soap opera o una fiction. Cosa infatti costituisce il nostro mondo e ci è indispensabile come gli affetti e un'occupazione, che diano un senso e una dignità alle nostre giornate?

E allora cosa rimane per giovani e anziani. Credere nel potere dell'amore e affidarsi alla grazia di dio.