domenica 22 maggio 2016

X-Men: Apocalypse

Titolo: X-Men: Apocalypse
Regia: Bryan Singer
Anno: 2016
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Antico Egitto, En Sabah Nur, detto Apocalisse e venerato come un dio, sta per compiere il rito di trasferimento della sua anima nel corpo di un mutante che ha il potere di rigenerare le proprie ferite, ottenendo così l'immortalità, ma un gruppo di ribelli lo imprigiona sotto una piramide. Nel 1983, mentre il mondo è ancora in debito con Raven e il Prof. X per aver salvato il Presidente degli Stati Uniti e Magneto ha provato a rifarsi una vita e una famiglia mantenendo l'anonimato, un gruppo di fanatici risveglia dal suo riposo eterno Apocalisse, più che mai intenzionato a riprendere il posto che gli spetta sul trono del mondo.

Apocalypse è il terzo e ultimo capitolo degli X-Men giovani.
Anche questa saga comincia ad avere numerosi capitoli soprattutto se allargati ai singoli protagonisti che si vedono film ad hoc solo per loro per descriverne le ampie gesta (WOLVERINE, DEADPOOL, GAMBIT).
Apocalisse dura parecchio è questo non è il problema dal momento che gli ultimi blockbuster Marvel hanno durate che superano quasi sempre le due ore.
Il problema è che cosa ci metti dentro.
In questo caso per il super villain e primo mutante della storia vengono chiamati in cattedra gli egizi e il trasferimento dell'anima come arma del dio/leader che si crea così una sua sorta di immortalità. Il problema della trama e che pur avendo l'ottimo Singer a dirigerla come film e non come comics, parole sue, suggerisce tante possibili direzioni scegliendo alla fine la più scontata e meno interessante in cui un cattivo convince altri a fare i cattivi, combattendo contro dei buoni e arrivando ad uno scontro finale in cui in ballo c’è il destino dell’umanità distruggendo la terra e facendo morire i deboli – umani e mutanti – salvando solo pochi, forti eletti ovvero i suoi quattro cavalieri dell'apocalisse sperando che non facciano la fine dei primi dentro la piramide.
Altro da dire non mi viene se non che la vicenda almeno inizialmente sembra ruotare su Scott alias Ciclope, che come sempre le parti migliori sono dentro la scuola e non fuori, compresi gli effetti speciali molto belli che funzionano meglio dentro e non in scenari davvero troppo esagerati.
Una per tutte è la scena del salvataggio all'interno della scuola per mano o meglio dire per le gambe di Quicksilver o la parentesi Wolverine che lasciano molto più di più, oltre che divertire, rispetto alla distruzione finale di Apocalisse e Magneto.
Poi non ho capito bene per quale motivo inserire così tante scene legate a Magneto sull'olocausto così come alcuni passaggi della trama e del montaggio che non sono sempre molto chiari.
Per fortuna almeno qui non ci sono troppi salti temporali che come nel capitolo precedente rischiano di danneggiare la storia e soprattutto rischiano di far perdere dei pezzi allo spettatore.
Alla fine con questo capitolo degli X-Men succede una cosa nemmeno tanto strana che comincia a dilagare soprattutto nelle apocalittiche produzioni, cioè quella per cui nel film succedono tantissime cose e non succede niente al tempo stesso.