domenica 22 maggio 2016

Captain America: Civil War

Titolo: Captain America: Civil War
Regia: Antony Russo e Joe Russo
Anno: 2016
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Le conseguenze del grande scontro avvenuto in Avengers: Age of Ultron portano ad una resa dei conti tra i Vendicatori e gli stati nazionali. L'America in primis chiede agli eroi di registrarsi, cioè di smettere di essere indipendenti e agire sotto il comando degli stati sovrani. La squadra si spacca così a metà, con una parte di eroi (facente capo ad Iron Man) favorevole all'idea per poter continuare la propria missione e un'altra (facente capo a Capitan America) convinta che tutto questo vada contro la loro stessa idea di missione. Divisi e con obiettivi diversi, i Vendicatori devono affrontare la minaccia di un terrorista che compie terribili attentati proprio ai loro danni, colpendo tra gli altri anche il re di Wakanda, stato africano in prima linea nel conflitto ai superumani poiché produttore di un metallo unico e utile alla causa. In tutto questo il soldato d'inverno, Bucky Barnes, è tornato e pare essere proprio lui il responsabile degli attacchi, di nuovo privo di memoria, di nuovo preda di una volontà altrui e di nuovo bisognoso dell'aiuto di Capitan America.

Civil War non ha veri e propri nemici ma lavora principalmente sulle differenze, sulle opinioni e sulle scelte che dopo i fatti di Age of Ultron si sono complicati mettendo una rete di controllo sulla sfera pubblica dei paladini della giustizia. Così i Vendicatori, pur rispettandosi e volendosi bene, si dividono tra regole da seguire e istinto per inscenare uno scontro, parlo dell'aereoporto, che rimarrà nella storia dei comics.
A differenza dei due capitoli degli Avengers, l'azione anche se presente, passa in secondo piano per dare spazio ai collegamenti, far inquadrare tutto rispetto alle trame dei film che abbiamo visto e vedremo e soprattutto caratterizzare nuovi super-eroi come l'importante Pantera Nera.
E'un film che cerca di essere molto più profondo dei predecessori, creando una storia ad hoc che poteva a mio avviso fare a meno del villain di turno anche se con alcuni retroscena non del tutto sbagliati. D'altronde sembra proprio l'esca per far combaciare tutto, altrimenti l'intera struttura sarebbe crollata sotto il peso di un unico e semplice elemento.
Il fatto di essere riusciti a caratterizzare ogni personaggio e parliamo di almeno dodici personaggi era semplicemente impossibile ma lo script riesce ad esempio in pochi dialoghi a sviluppare personalità e motivazioni senza stare a perdere troppo tempo.
La Marvel oramai è in tutto e per tutto una macchina da guerra indistruttibile, capace di far tremare le mura sottili della vicina Dc e capace ormai di dominare in assoluto l'universo dei cinecomics hollywoodiani.