martedì 12 aprile 2016

Tocco del peccato

Titolo: Tocco del peccato
Regia: Jia Zhang-Ke
Anno: 2013
Paese: Cina
Giudizio: 4/5

Nella desertica provincia dello Shanxi (luogo natale di Jia Zhangke) un uomo noto per la sua opposizione alla corruzione, non resiste al senso di impotenza e, fucile in mano, decide di eliminare i problemi alla radice. In un centro rurale del sudovest, un lavoratore ritorna a casa dalla sua famiglia dopo diverso tempo ma non regge più ritmi e consuetudini di una vita sedentaria. In una città della Cina centrale una receptionist di una sauna cerca di cambiare vita senza successo e, ritornata a quella precedente, viene aggredita dai clienti. Infine nella città industriale Dongguan un ragazzo lascia e riprende diversi lavori tra cui uno come cameriere in uno dei molti bordelli locali travestiti da attività rispettabili.

Anche i cinesi sono stanchi della corruzione.
Con il suo ultimo film addirittura un regista come Zhang-Ke sembra interessarsi all'argomento.
E lo fa con quattro vicende che hanno a che fare con violenza e corruzione nella Cina post-moderna.
Infatti i protagonisti vengono utilizzati come casi esemplari di una corruzione che si è ormai insinuata entro i confini del Celeste Impero e si sta propagando inarrestabile, come un cancro in metastasi, attraverso il contesto geografico e socio-economico in cui essi vivono.
La vendetta o la reazione violenta divengono così l'unica via percorribile.
La violenza, come atto disperato, viene rivolta anche contro se stessi da parte di cittadini qualsiasi come noi, in fondo figure paradigmatiche che hanno poco del tragicamente ordinario.
Anche se il tema non è nuovo, evidentemente gli effetti indotti dalla rapida ascesa industriale della Cina ancora non sono ben chiari e diciamo che sull'argomento poco si è parlato.
Il degrado nuovo della Cina è presente su tutto il territorio invadendo e investendo campagne, villaggi, città industrializzate. Così la rabbia accumulata sfocia in violento desiderio di vendetta contro l'oppressore e il padrone.