domenica 20 dicembre 2015

Standford prison experiment

Titolo: Standford prison experiment
Regia: Kyle Patrick Alvarez
Anno: 2015
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Un film basato sull' esperimento condotto nell'estate del 1971 presso la Stanford University, durante il quale alcuni studenti assunsero il ruolo di guardie carcerarie, altri di detenuti. Nel giro di un solo giorno, i profili psicologici degli studenti erano cambiati, e l'interazione tra prigionieri e guardie era diventata violenta. Quando i prigionieri organizzarono una rivolta, lo studio fu immediatamente chiuso.

Zimbardo e il suo esperimento vengono ripresi di nuovo dopo altre due trasposizioni molto diverse tra loro tra cui spicca il film tedesco del 2001 THE EXPERIMENT a differenza del film americano un po troppo pompato del 2010 sempre con lo stesso titolo.
Alvarez come regista sembra essere più interessato e proiettato verso gli intenti delle guardie, il meticoloso lavoro di provocazione dei prigionieri, la calma forse troppo apparente dello psicologo. Con un cast che riesce dove altri film avevano fallito, questo studio sulle trasformazioni dell'animo umano, sull'abuso di potere e quasi mai sulla tortura (certo un discorso sul maltrattamento psicologico andrebbe fatto) porta ad una linearità di fondo, esaminata, bilanciata e controllata senza mai esagerazioni inutili che avrebbero imbrogliato la storia.
Con un soggetto come questo, la scelta più astuta e proprio quella di giocare su reazioni spontanee, creare disagio e suspance equilibrando dall'altra parte con la testardaggine di Zimbardo che vuole osare fino in fondo.
Dove il film da il suo meglio, anche il finale con i filmati reali è un pezzo in più che non avevamo mai visto, e con gli arresti dei carcerati, che quando si erano offerti volontari non sapevano che tutto sarebbe iniziato con un vero arresto.
Ci sono poi anche delle cadute di stile come la storia d'amore dello psicologo, il suo team mai caratterizzato a dovere, un voler ripetersi in alcune modalità senza trovare un ritmo, ma nel complesso tra tutti quelli portati alla luce finora, questa è senza dubbio la trasposizione più veritiera e più scientifica.
Alcuni studiosi misero in discussione il comportamento del professor Zimbardo sostenendo che lo psicologo agisse da “sovrintendente capo” della prigione e indirizzando alcuni discorsi alle guardie, avrebbe falsato il loro comportamento e avrebbe dato troppe istruzioni implicite su come comportarsi.

Una guardia che partecipò all’esperimento è convinta ancora oggi che fu Zimbardo a causare il peggioramento della situazione, e che fin dall’inizio lo psicologo cercò di ottenere un “crescendo drammatico”.