martedì 15 dicembre 2015

Circle

Titolo: Circle
Regia: Aaron Hann, Mario Miscione
Anno: 2015
Paese: Usa
Giudizio: 2/5

Circle si apre con 50 sconosciuti che pian piano si svegliano in piedi su piccole piattaforme rosse illuminate, in cerchio in una stanza buia e nessuno di loro ricorda con precisione come ci sia arrivato. Si scopre subito che tentare di scappare è controproducente poiché mettere il piede fuori dalla piattaforma significa essere colpito da un fulmine che schizza da un macchinario futuristico sito al centro della stanza, e come se non bastasse ogni 2 minuti c’è un countdown ed al termine del quale una persona a caso è fulminata senza pietà

E' da un po di anni che sta prendendo piede questo sotto filone di genere che tratta esperimenti sugli esseri umani.
A volte si riesce ad essere originali, muovendo dei tasselli rimasti finora in ombra nella cinematografia oppure si corre il rischio, senza avere dietro bravi sceneggiatori, di crollare sotto lo stesso muro che si è voluto creare, come ad esempio in questo caso.
Un'unica location (vabbè non dico altro altrimenti è spoiler) e cinquanta attori statici, quasi tutti sconosciuti e costretti a stare in piedi, sena muoversi, pena la morte, per tutta la durata.
Circle, pur partendo da un'idea che poteva essere interessante, ha davvero così tanti limiti che risulta difficile metterne alcuni da parte pur cercando di vedere dove voglia arrivare l'intento dei registi.
Dall'uso mai azzeccato di mettere in luce e ombra alcuni personaggi contando che svariati non si vedono o forse per limiti di budget vengono inseriti in seguito, quando prima non c'erano.
Un ritmo che fa sempre fatica a decollare pur cercando di rifarsi su dei dialoghi a volte azzeccati anche se spesso non riescono a tenere alta l'attenzione e meno ancora la suspance.
Il perno centrale che destruttura tutto l'impianto del film è il non-sense che si spera abbia un potente climax in grado di far riflettere o perlomeno dare un senso alla pellicola.
A differenza di EXAM o CUBE che poggiavano su strutture, idee e registi con altri crediti, il duo che confeziona il suo esordio forse ha voluto cercare di stupire con qualcosa che facesse effetto (ma forse solo la locandina e i commenti di sconosciute testate da prendere a testate).
L'unico elemento che salvo di questo strano e confuso o meglio poco ispirato film, è l'aver scardinato una regola topica della cinematografia, eliminando il o la protagonista e lasciando dunque tutti alla mercè del raggio "alieno".