lunedì 23 giugno 2014

Mindscape of Alan Moore

Titolo: Mindscape of Alan Moore
Regia: Dez Vylenz
Anno: 2005
Paese: Gran Bretagna
Giudizio: 4/5

La verità è molto più spaventosa, nessuno è al comando. Il mondo è alla deriva.

Alan Moore è un outsider a tutti gli effetti come altri importanti personaggi di questo secolo.
In questa discussione aperta e faccia a faccia con la telecamera, si racconta, in realtà dà una sua testimonianza su quella che viene sintetizzata come una piccola biografia.
Come molti che poi si sono rivelati dei grandi autodidatti non andava bene a scuola, era sociopatico e non gli fregava nulla del lavoro se non della sua arte.
Tra i tanti temi che tratta alcune delle sue massime potrebbero essere così riassunte: 1.arte e magia sono la stessa cosa poichè mutano la coscienza, 2."Purtroppo abbiamo tutti gli stessi pensieri banali, e tutti nello stesso momento", 3.Bisogna temere chi ha potere riguardo alle parole, 4.Gli artisti danno al pubblico ciò di cui hanno bisogno, 5.La conoscenza del nostro vero Io è la cosa più importante e per finire che l'apocalisse significa anche rivelazione.
Oltre a temi universali, l'importanza totale della magia e altre questioni più criptiche, Moore da anche un'ampia analisi delle sue opere cercando di dare allo spettatore il bisogno e la necessità di raccontare quel tipo di storie in quella determinata maniera.
Infine non mi sorprende che nessuno dei film tratti dalle sue opere, sia piaciuto all'artista.