lunedì 9 dicembre 2013

Spartacus

Titolo: Spartacus
Regia: AA.VV
Anno: 2010
Paese: Usa
Stagioni: 4
Giudizio: 4/5

Prima stagione: Sangue e sabbia (13 Episodi)
La storia comincia con l’arruolamento di un trace dal nome sconosciuto nelletruppe ausiliarie romane per organizzare una campagna contro i Geti (tribù di Daci situate presso la parte meridionale del Danubio, che oggi costituisce la Bulgaria, e la parte settentrionale, l’odierna Romania) su comando del legato Claudio Glabro. Nel 72-71 a.C., il generale romano Marco Terenzio Varrone Lucullo, proconsole della provincia romana di Macedonia, marciò contro i Geti alleati del nemico di Roma, Mitridate VI del Ponto. I Geti razziavano frequentemente le terre dei Traci, quindi il legato riesce con facilità a convincerli a servire l’esercito romano come truppe ausiliarie. Glabro viene persuaso dalla moglie Ilizia a cercare una gloria ancora maggiore; abbandona quindi la campagna contro i Geti e attacca le forze di Mitridate in Asia Minore. Il trace, sentendosi tradito, diserta insieme a molti che condividono il suo pensiero, ma tornato a casa trova il suo villaggio distrutto riuscendo solo a salvare la moglie Sura. I due vengono catturati dagli uomini di Glabro il giorno seguente; lui viene condannato a morire nelle arene dei gladiatori e lei viene venduta come schiava. Il trace viene condotto su una nave a Capua, in Italia, e contraddice tutti i pronostici quando sconfigge quattro gladiatori e conquista il favore degli spettatori. Per non perdere il favore del popolo, il senatore Albinio cambia la sentenza di condanna a morte in una di schiavitù. QuintoLentulo Batiato, proprietario della scuola di gladiatori di Capua, suggerisce di assegnargli il nome “Spartacus”, perché il suo stile di combattimento gli ricordava quello dell'omonimo re trace.
Spartacus viene sottoposto ad addestramento per diventare un gladiatore dal maestro Enomao. Inizialmente ostile, Batiato riesce a guadagnarsi la sua fiducia promettendogli di ritrovare sua moglie Sura. Spartacus, intanto stringe amicizia con Varro, un romano che è diventato gladiatore spontaneamente per pagare i debiti e aiutare la sua famiglia, ma si guadagna l'odio di gladiatori veterani comeCrisso, il gallo campione di Capua, e Barca, un cartaginese. Spartacus e Crisso vengono scelti per affrontare Theokoles, un leggendario gladiatore di origine spartana. Crisso, riuscendo temporaneamente a mettere da parte l'odio verso il compagno dopo aver trovato l'amore nella schiava Naevia, permette a Spartacus di sconfiggere il nemico e di diventare il nuovo campione di Capua.
Nel frattempo, arriva da Napoli un uomo incaricato da Batiato di trasportare Sura a Capua, ma la donna è stata ferita mortalmente da alcuni banditi e muore tra le braccia del marito. In realtà è stato Batiato stesso a ordinare al suo uomo di uccidere la donna, per togliere ogni idea di una vita oltre l'arena e trasformarlo in un gladiatore che combatta per la sua gloria. Spartacus, non avendo più altro per cui vivere, accetta il suo destino di gladiatore.
Le cose cambiano quando Spartacus è costretto a uccidere il suo migliore amico Varro, in un’esibizione in onore di Numerio, figlio del magistrato di Capua. Ilizia, che odia Spartacus per aver umiliato il marito, seduce Numerio e lo convince a condannare a morte il duellante sconfitto. Devastato dal dolore per la perdita delle due persone più care, in sogno Sura e Varro gli fanno capire che qualcosa non torna nella morte della moglie. Il trace, ottenuta la verità dall'uomo di Batiato sulla fine di Sura, decide di ribellarsi e ottenere la libertà con la forza.
Spartacus riesce ad aprire gli occhi sulla verità e sulla crudeltà dei romani anche a gladiatori come Crisso, sempre in disaccordo con lui. Tutti i gladiatori si ribellano apertamente durante una celebrazione, uccidendo Batiato e facendo strage tra gli ospiti. Dopo il massacro, Spartacus giura vendetta contro Roma, intenzionato a liberare gli altri schiavi.


Seconda stagione: La vendetta (10 Episodi)
Spartacus e gli altri gladiatori e schiavi della casa di Batiato sono in fuga a seguito della rivolta. Sulle sue tracce c'è Gaio Claudio Glabro, ora divenuto pretore, che ha nella mancata cattura di Spartacus i motivi di un freno alla sua carriera politica a Roma. Giunto con la moglie Ilizia presso la villa di Batiato, scopre che la moglie di questi, Lucrezia, è ancora viva. Spartacus, Crisso e altri tentano la liberazione di Naevia nelle miniere; Naevia viene liberata ma Crisso viene catturato. Anche Enomao, che ha perso tutto quello in cui credeva, viene catturato per mano di Ashur, che offre i suoi servigi a Glabro. Crisso, Enomao e gli altri gladiatori catturati vengono condannati a morire nell'arena; tra i gladiatori selezionati per compiere l'esecuzione vi è anche Gannicus. Spartacus, con un manipolo di uomini, s'infiltra nell'arena dandole fuoco e approfittando della confusione per liberare i compagni. I ribelli fuggono in un tempio greco abbandonato alle pendici del Vesuvio. Da qui conduce alcune azioni, tra cui la liberazione di schiavi nel porto di Napoli. Successivamente Gannicus cattura Ilizia, la moglie del pretore Glabro, e offre la sua vita a Spartacus per far pareggiare i conti e far terminare la guerra. Quando il trace si rende conto che il pretore è disposto a sacrificarla pur di ucciderlo, decide di liberarla. Glabro attacca Spartacus al tempio e lo costringe a ritirarsi sul Vesuvio, assediandolo. Con i suoi più abili alleati, tuttavia, il trace si fa calare dalla parete del vulcano e attacca Glabro su due fronti, riuscendo a prevalere e a ucciderlo.


Terza stagione: La guerra dei dannati (10 Episodi)
Gaio Claudio Glabro è morto. Molti mesi sono passati da quando i romani sono stati sconfitti, e l'esercito ribelle, guidato da Spartaco e dai suoi gladiatori Crisso e Gannicus, continua ad accumulare vittorie su Roma. Con migliaia di schiavi liberati, è diventato una forza che ha cominciato a sfidare anche i potenti eserciti di Roma. Spartacus è più determinato che mai a far crollare l'intera Repubblica Romana. Dopo la morte di Ashur, Naevia e Crisso sono un tutt'uno con ritrovata forza e determinazione. E Gannicus, cercando sempre di abbracciare la vita al massimo, condivide il suo letto con Saxa, bella e pericolosa. I ribelli sono impegnati in uno scontro sanguinoso dopo l'altro e devono prepararsi per l'inevitabile: una guerra totale con Roma.
Il Senato romano si rivolge al suo ricco cittadino, Marco Licinio Crasso, per gli aiuti. Un potente, politico e stratega, che rispetta il suo avversario e si rifiuta di fare gli stessi errori dei suoi predecessori. Insieme a suo figlio Tiberio e a un giovane e fortemente competitivoGiulio Cesare come alleati, Crasso è determinato a schiacciare Spartaco e la sua ribellione. È la conclusione epica di un viaggio leggendario.


Prequel: Gli dei dell'arena (6 Episodi)
Differentemente dalla serie originale, il prequel vede come protagonisti Batiato e il gladiatore celta Gannicus, e non Spartacus, poiché gli eventi qui riportati sono antecedenti all'arrivo di Spartacus nella casa di Batiato. Crisso, l'indomito gallo, è ancora alle prime armi ed Enomao non è ancora un maestro. Gannicus è il primo gladiatore a guadagnarsi il rudio (pugnale di legno rappresentativo della libertà) dopo aver mostrato il suo valore nell'arena in una competizione tra gli uomini di Solonio e quelli di Batiato.

Lo sentite questo rumore? È il suono di centinaia di cuori che battono, sanguinano e si spezzano all’unisono fino a formare una melodia di morte sul campo di battaglia. E, in mezzo al fragore delle spade, come un secondo miracolo operato dal portatore della pioggia, nessuno di loro si perde nel suono degli altri ma ad ognuno viene concesso il suo momento da solista nell’attimo del congedo dalla vita e dalla Storia che quasi duemila anni fa ne ha decretato la triste fine. Dalla polvere dell’arena a quella del campo di battaglia, al crocevia tra mito, destino, libera scelta e necessità storica, esplode in un finale intenso come pochi l’epilogo dell’epopea del trace che riuscì a far tremare un gigante
Provate a immaginare se in uno scenario come quello del GLADIATORE ci fossero dei combattimenti alla 300 senza però averne lo spirito reazionario ma solo saturandone i colori.
Dopo tre stagioni regolari più una miniserie spin-off, il racconto moderno dello schiavo trace che osò sfidare la Repubblica romana trova la sua storica conclusione. Ed è un peccato perchè tutte e quattro le serie sono davvero interessanti, girate con stile e rigorosa determinazone.
Senza stare ovviamente a dire che SANGUE E SABBIA e DEI DELL'ARENA sono migliori dell'ultima e del prequel, bisogna soffermarsi su un pregio delle serie, ovvero la scelta dei personaggi e la loro caratterizzazione. Spartacus, Crisso, Sura, Batiato, Lucrezia, Oenomaus, Gannicus, Glabro, Agron, Illizia, Ashur, Naevia, Mira, Nasir, Solonio, Giulio Cesare, Crasso, Barca.
Spartacus: Blood and Sand mette in scena il coraggio, l'onore, il rispetto degli schiavi gladiatori in parallelo all'avidità, al cinismo e all'immoralità dei ricchi. Due micromondi che si intrecciano e parlano fra loro con il linguaggio del sesso e della violenza e con dei dialoghi e un ritmo sempre molto sostenuto.
Se l'universo delle fiction e delle serie tv fosse tutto così guarderei molte più serie americane. Questa devo dire che mi è proprio piaciuta, al di là dell'affidabilità storica che non emerge mai troppo realistica dalle trasposizioni. Per essere quattro stagioni da almeno quasi dieci episodi l'una fare un'unica recensione non è cosa facile, ma al contempo stare a scrivere di ogni serie diventerebbe lento e noioso.
Whitfield l'attore che lo interpretava nella prima serie è morto di tumore ed è stato sostituito nelle successive due da Mc Intyre.
Nel 20XX c'è ancora bisogno di un ribelle che sfida i potentati economici, guida le proteste degli indignados e ci affranca dal consumismo.
La serie tv dell'emittente Starz ha riportato di estrema attualità la vicenda storica, colpendo lo spettatore prima con un orgia grafica di sangue, violenza e corpi nudi, poi con una sceneggiatura avvincente e ricca di trovate originali.
Meravigliosa è la figura della donna che emerge da tutte le serie. Le donne sono mostrate come intelligenti, intraprendenti e consapevoli del loro ruolo ma anche del loro potere. E tuttavia il miglior omaggio alla donna è quello che viene fatto attraverso il personaggio di Saxa. Una guerriera forte, bellissima, gloriosa. Nell’ultima battaglia si abbatte come un’amazzone sui romani, seminando il terrore e non essendo da meno dei suoi compagni maschi. E tuttavia, quando anche lei cade, uccisa dalle spade nemiche, morendo tra le braccia di Gannicus rivela tutta la splendida fragilità femminile che ha tenuto nascosta e tutto l’amore di cui anche una guerriera è capace.
Spartacus non è solo un inedito (nello scenario televisivo) intrattenimento per stomaci forti, il suo creatore DeKnight si sforza, senza la pretesa di sfiorare le vette di Roma, di servire allo spettatore una trama orizzontale coerente che confluisce negli eventi storici noti, esponendo l'eziologia della rivolta degli schiavi capeggiata da Spartacus. Il dolore per la perdita della libertà e dell'identità, la ribellione nei confronti dell'autorità, il desiderio di ricongiungimento alla famiglia, la discesa nell'inferno degli incontri clandestini, il tentativo di annichilirsi rinnegando le proprie origini e abbracciando il destino del gladiatore, il rigetto della seduzione del potere e la brama di vendetta conducono inevitabilmente alla ribellione (con annessa mattanza) finale.
Infinito come l'esodo del popolo d'Israele, Spartacus è una meraviglia per gli appassionati di combattimenti e vicissitudini. Personaggi caratterizzati così bene mancavano dallo scenario da parecchio tempo e trovare soluzioni di continuità e scontri così epici e titanici non è cosa semplice.