lunedì 25 novembre 2013

Machete Kills

Titolo: Machete Kills
Regia: Robert Rodriguez
Anno: 2013
Paese: Usa
Giudizio: 3/5

Distrutto dalla morte della poliziotta sua compagna avvenuta sotto i suoi occhi Machete viene ingaggiato dal presidente degli Stati Uniti per andare a bloccare un folle che ha puntato un razzo sulla Casa Bianca, in cambio gli vengono offerti la cancellazione di tutti i suoi reati e la cittadinanza americana. Machete accetta ma dopo aver scovato il delirante boss messicano affetto da schizofrenia che ha puntato il missile e dopo averlo scortato per tutto lo stato attraverso il muro che fa da confine con gli Stati Uniti, scoprirà di dover andare ancora più in alto per fermare la minaccia, dal villain che l'arsenale l'ha fornito.

Certo bisogna aspettarsi una tamarrata allucinante quando si parla di spoof exploitation che calcano i Grindhouse anni '70. Rodriguez è uno dei registi più prolifici, folli, senza regole, che sfruttano senza essere sfruttati lo star system e alla fine fanno quello che vogliono.
Certo non tutta la filmografia è costellata di capolavori ma intanto c'è ne sono parecchi e ancora ne aspettiamo. Machete Kills spacca per due motivi: intanto l'unico che ha avuto le palle di fare un vero film dai teaser di Grindhouse è stato proprio Rodriguez e firmando un sequel, dopo il successo del primo, conferma la sua propensione per non abbandonare i progetti (speriamo dunque in BARBARELLA anche se sembra ormai abbandonato definitivamente per dare spazio al terzo capitolo di Machete nello spazio).
Il risultato e il dato sorprendente del film innanzitutto è il ritmo devastante con cui viene concepita l'intera pellicola, ovvero non avere quasi mai pause in cui lo spettatore cerca di capire quello che vede. Per secondo ci sono così tante riuscite e nutrite comparsate da far impallidire OCEAN'S puttanata ELEVEN e tutto il resto. Terzo come sempre l'amore per i b-movie, per lo stile sporco ed efficace, per lo sguardo inespressivo di Trejo, per la passione con cui in un solo film sembra concentrare tutto l'exploitation possibile. Ancora di più rispetto al primo, le immagini e audio trattati per sembrare pellicola di cattiva qualità alternate ad uno splendente e perfetto digitale, funzionano perfettamente con l'anima del film, effetti poco speciali messi in evidenza da un uso appositamente spregiudicato delle controfigure.
E poi ancora più del primo a fare da padrona e un'ironia che pervade tutto il film, altalenando splatter e squartamenti ed esplosioni a frasi fatte e scene tragicomiche.
Folle e dire poco per uno che alla fine riesce ad ottenere successo al botteghino con una fracassonata fatta con stile e che chiama in cattedra forse uno dei pochi capace di trattare la materia in questo modo e credendoci fino alla fine.